Il presidente Barbuto: “Non accogliere i cani guida vuol dire discriminare”

“Per le persone cieche e ipovedenti rappresenta la possibilità di vivere in modo indipendente”


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“Sono già 20 anni anni che l’Unione nazionale dei ciechi e degli ipovedenti (Uici) celebra, il 16 ottobre, la Giornata nazionale del cane guida per ricordare il valore di questi amici a quattro zampe e il loro significato nella vita di una persona non vedente e ipovedente. Oggi, con la presentazione della proposta di legge per l’istituzione della Giornata nazionale, vogliamo dare un riconoscimento a queste creature e soprattutto creare le condizioni perché ogni anno, in questa ricorrenza, si possa parlare dei problemi della mobilità, della libertà di spostarsi e della necessità che questi animali vengano accolti”. Lo ha detto Mario Barbuto, presidente nazionale Uici, in occasione della presentazione della proposta di legge, avvenuta ieri pomeriggio a Roma nella sede dell’Unione.

“Respingere un cane guida- continua Barbuto- significa respingere la persona che gli è legata e quindi significa discriminare quella persona. Ci sono le leggi che puniscono chi respinge il cane guida, ma noi non vogliamo fare solo un discorso di punizione o di violazione della normativa. Vogliamo fare di questa Giornata un’occasione, un motivo per sensibilizzare le persone. I cani guida sono animali buonissimi, ben educati, puliti, che non creano problemi a nessuno. Accoglieteli con serenità”, è l’appello di Barbuto.

“In molte circostanze- dice ancora il presidente Uici- il cane guida rappresenta gli occhi della persona cieca o ipovedente. In realtà- continua- il cane rappresenta la possibilità di muoversi in modo indipendente, di andare a lavorare, di andare in vacanza, di spostarsi con i mezzi di trasporto, sempre che non vi siano ostacoli posti appunto dalle persone che magari rifiutano questo animale. E poi- conclude Barbuto- il cane guida significa compagnia, possibilità di socialità, significa la creazione di un legame profondo tra due creature che si intendono, si capiscono, si stimano e si vogliono bene”.

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Autore: Redazione

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