Le stanze segrete del desiderio: il diritto di amare senza chiedere il permesso
Dal rifiuto subito da Stefano alla giornata di approfondimento al Niguarda del 22 ottobre: quando la società impara che dietro la forma c’è l’universo delle emozioni

Ci sono stanze invisibili del mondo che nessuna convenzione sociale, nessun algoritmo e nessun geometra dei sentimenti riesce davvero a tracciare: sono le stanze del desiderio. Un labirinto fatto di sguardi intercettati per caso, batticuori improvvisi,
la ricerca di una mano da stringere nell’oscurità e la semplice, meravigliosa consapevolezza di potersi innamorare. Eppure, in questa architettura sentimentale, la società continua ad alzare barriere assurde, porte chiuse e cartelli con scritto “Accesso Negato” a chi convive con una disabilità, come se l’affettività e la pelle fossero un privilegio riservato a corpi presunti perfetti. La storia di Stefano, quarantenne bresciano con una vita piena e travolgente fatta di lavoro informatico, passione per la musica, una web radio attiva h24, sport, volontariato e tetraparesi spastica, ne è la prova più bruciante. Quando ha chiesto di partecipare a una semplice serata per single, la risposta è arrivata con la freddezza di una sentenza burocratica: le persone con disabilità non sono ammesse. Nessuna spiegazione, nessun margine di confronto. Come se il desiderio di aprirsi all’altro e la ricerca di una complicità affettiva dovessero fermarsi davanti alla linea d’ombra di una carrozzina.
Ma l’amore e la sessualità non sono concessioni da elemosinare, né territori da recintare con i pregiudizi o da confinare nella vergogna. La sfera intima è salute, è equilibrio fisiologico e psicologico, è parte integrante della qualità della vita di ciascuno di noi, senza eccezioni. La vera inclusione non può fermarsi sulla soglia di casa, negli uffici o sui mezzi pubblici: la vera inclusione passa inevitabilmente anche dalla camera da letto, dal diritto al piacere, dalla riscoperta della propria anatomia e dall’espressione libera di sé. Ed è proprio per alzare il sipario su questa cortina di ipocrisia e silenzi che giovedì 22 ottobre 2026 (dalle ore 9.00 alle 18.00) il Centro Spazio Vita dell’Ospedale Niguarda di Milano ospita l’incontro “Oltre gli stereotipi: la sessualità nella vita delle persone con disabilità”.
Promosso in collaborazione con l’Unità Spinale di Niguarda, organizzato da Wellspect e condotto dal divulgatore clinico Nicola Macchione, l’evento nasce per smontare i tabù da ogni angolatura. Non una lezione teorica, ma un cantiere aperto e coraggioso dove medici, fisioterapisti e specialisti affronteranno gli aspetti anatomici, fisiologici e psicologici, la gestione della quotidianità e la riscoperta del proprio corpo, lasciando poi spazio nel pomeriggio alle storie e alle video-testimonianze dirette dei protagonisti. Dall’amarezza di una serata negata a Brescia fino al laboratorio del Niguarda dove il corpo torna a essere racconto e presenza: il messaggio che emerge è unico e rivoluzionario. Abbattere le barriere non significa solo costruire uno scivolo di cemento all’ingresso di un edificio, ma spalancare la mente all’idea che dietro ogni storia, ogni anatomia e ogni disabilità esiste una persona con la propria irrinunciabile fame di bellezza, di contatto, di sessualità e di futuro.
L’incontro del 22 ottobre presso il Centro Spazio Vita Niguarda è a partecipazione gratuita.
Per informazioni e programma completo: segreteria@spaziovitaniguarda.com





