«Donne divergenti in una società disabile»: corpi, margini e società al bivio

Il 30 ottobre a Roma, nella Sala Consiliare del Municipio XI, il convegno promosso dall’UDI per scardinare la retorica dell’omologazione e restituire voce alle forme complesse della libertà


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«Donne divergenti in una società disabile»: corpi, margini e società al bivio

C’è una crepa nell’ingranaggio perfetto delle definizioni, un punto in cui l’ideologia sociale mostra la sua congenita rigidità: la pretesa di misurare l’esistenza attraverso un unico parametro di conformità. Quando le traiettorie dell’essere donna incrociano quelle della disabilità, il risultato non è mai una semplice somma di categorie, ma un campo di forze, un prisma in cui la discriminazione si fa multipla e lo sguardo del mondo rischia di diventare opaco. È a partire da questa frattura concettuale che venerdì 30 ottobre (ore 10.00-13.00), nella Sala Consiliare “L. Petroselli” del Municipio XI di Roma (Via Marino Mazzacurati, 75), prende forma il convegno «Donne divergenti in una società disabile».

Promossa dall’UDI – Unione Donne in Italia, con il patrocinio del Municipio XI Roma Arvalia Portuense, l’iniziativa capovolge la prospettiva abituale: non sono le persone a doversi adattare a una griglia preordinata, ma è la struttura sociale a rivelarsi disabile quando si dimostra incapace di accogliere la pluralità dei vettori umani. Il percorso, introdotto dai saluti della consigliera Maria Pina Egidi e moderato da Ilaria Scalmani (responsabile nazionale UDI), intreccia contributi teorici ed esperienze sul campo per decostruire automatismi culturali. Dalla riflessione di Simona Lancioni (responsabile del Centro Informare un’h) sulla natura stratificata delle discriminazioni, allo “sguardo differente” proposto da Giovanna Crivelli (UDI Catania); dalle sinergie territoriali tracciate da Marina Avitabile (Coordinamento SPI CGIL) alle progettualità del network GIRL Z presentato da Giulia Parla ONLUS, fino alla narrazione di Simona Toscano con l’intervento «Una vita da Red Carpet».

Rifiutando ogni approccio banale o codificato, l’appuntamento romano rivendica la “divergenza” non come sottrazione o deviazione, ma come principio epistemologico: una lente d’ingrandimento capace di svelare i punti critici della contemporaneità.

Perché la vera emancipazione non consiste nell’essere riammessi nei confini rassicuranti della norma, ma nel dimostrare che la norma è solo un’illusione piena di sfumature. E che è proprio lì, lungo le traiettorie sbieche e non conformi dei margini, che il mondo ritrova la forma più autentica della sua libertà.

Per ulteriori informazioni: udinazionale@gmail.com<mailto:udinazionale@gmail.com>

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Autore: Redazione

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