Chi ha stabilito che la bellezza si possa soltanto guardare?
Premio Omero seconda edizione: una mostra digitale online accessibile in ogni senso

Se l’arte è, per sua natura, un diritto inalienabile dell’anima e un respiro universale, per troppi secoli la cultura occidentale l’ha rinchiusa nell’illusione della sola vista. Ha trasformato le gallerie in templi della distanza, uno scenario che l’evoluzione tecnologica e quella culturale hanno profondamente cambiato. La contemplazione contemporanea non è più una fruizione passiva. Una filosofia che il Museo Tattile Statale Omero di Ancona rappresenta da anni, rendendo l’espressione artistica un momento di partecipazione collettiva, dove la materia torna a farsi vita, la scultura si ascolta, si accarezza, si esplora con il corpo e dove l’esperienza estetica ritrova la sua dimensione più antica e autentica: la multisensorialità.
Oggi questa rivoluzione della percezione compie un ulteriore passaggio, colonizzando lo spazio immateriale del digitale. Con l’apertura della mostra virtuale dedicata alla seconda edizione del Premio Omero, promosso con la Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, la tecnologia smette di essere un freddo schermo per farsi veicolo di democrazia culturale. Il digitale diventa così un’espansione dei sensi, un diritto espressivo capace di offrire a chiunque, da qualsiasi parte del mondo, la possibilità di avvicinarsi all’arte con i propri tempi e la propria sensibilità.
Il Premio Omero non è una semplice competizione: è un cantiere di ricerca che arricchisce la collezione del Museo con opere capaci di parlare al tatto, al suono, al vento e all’ascolto. Le tre installazioni finaliste della seconda edizione raccontano la vitalità di questa scommessa: Questo è un orto! di Lucia Cappellazzi, un’opera scultorea che invita all’esplorazione della materia; É-temen-an-ki di Ramona Ponzini, un’architettura sonora multicanale che avvolge lo spazio; e Personne di Paolo Puddu, un’installazione di bandiere in tessuto animate dalla mutevolezza della brezza.
Attraverso audiodescrizioni, materiali video, approfondimenti visivi e biografie d’autore, la galleria online del Premio Omero dimostra come la creatività contemporanea possa diventare un terreno di condivisione, inclusione e accessibilità. Selezionate dalla Commissione di valutazione poiché in linea con le finalità del Premio e i criteri stabiliti dal bando, le tre opere finaliste rappresentano una nuova frontiera dell’arte. Uniscono, infatti, una componente multisensoriale a un uso innovativo della creatività, confermando come ci sia ancora molto da scoprire e da esplorare nel mondo dell’immaginazione.
Il Museo Omero ribadisce ancora una volta il ruolo centrale che riveste nel panorama internazionale: un faro che continua a insegnarci che la bellezza non è un privilegio da osservare da lontano, ma un’emozione viva da toccare, sentire e comprendere con tutto il nostro essere. La mostra digitale del Premio Omero è visitabile online sul portale e sui canali social del Museo Tattile Statale Omero e della Direzione Generale Creatività Contemporanea (www.museoomero.it).
Lucia Cappellazzi – Link alla pagina con video:https://museoomero.it/premio-omero/premio-omero-seconda-edizione/mostra-digitale-premio-omero-2026/lucia-cappellazzi/ Ramona Ponzini – Link alla pagina con video: museoomero.it/premio-omero/premio-omero-seconda-edizione/mostra-digitale-premio-omero-2026/ramona-ponzini/
Paolo Puddu: Link alla pagina con video https://museoomero.it/premio-omero/premio-omero-seconda-edizione/mostra-digitale-premio-omero-2026/paolo-puddu/





