Una bussola per orientarsi nell’inclusione scolastica
Nasce la “Mappa dell’Inclusione Scolastica”, una guida pratica realizzata da Marzia Serena (UICI Emilia-Romagna) per orientare famiglie e caregiver nel complesso iter dell’inclusione scolastica e dei diritti associati alla disabilità.

Dalla valutazione sanitaria al PEI, dal GLO ai sostegni, fino al Progetto di vita: nasce una guida pratica per aiutare famiglie e caregiver a districarsi tra procedure, documenti, diritti e servizi. Perché orientarsi nel mondo dell’inclusione scolastica non è sempre semplice. Per una famiglia che si trova ad affrontare per la prima volta un percorso di riconoscimento della disabilità, la scuola rappresenta soltanto una parte di un itinerario molto più ampio, nel quale entrano in gioco servizi sanitari, INPS, enti territoriali, documentazione, valutazioni, gruppi di lavoro e procedure amministrative. A rendere il quadro ancora più complesso contribuisce, oggi, una fase di transizione normativa che, nel 2026, prevede percorsi differenti a seconda del territorio. Proprio per offrire un punto di riferimento concreto alle famiglie e a chi quotidianamente le accompagna, è stata realizzata la “Mappa dell’Inclusione Scolastica”, uno strumento pratico di orientamento pensato per rendere più comprensibile il percorso che conduce dall’individuazione delle difficoltà e dalla valutazione sanitaria fino alla costruzione dell’inclusione a scuola e, più avanti, al Progetto di vita.
La Mappa è stata realizzata da Marzia Serena, insegnante e componente della Commissione scuola del Consiglio Regionale UICI dell’Emilia-Romagna, nell’ambito delle attività dedicate all’inclusione scolastica. L’obiettivo è semplice ma importante: mettere ordine nella complessità, fornendo a genitori e caregiver una sorta di bussola per capire quali sono i passaggi da affrontare, quali documenti servono, quali organismi intervengono e quali sostegni possono essere richiesti.
Non si tratta, dunque, di un ulteriore documento burocratico, ma di uno strumento pensato per accompagnare le persone dentro la burocrazia, aiutandole a comprenderne il linguaggio e, soprattutto, a riconoscere i diversi momenti del percorso. La prima chiave di lettura proposta dalla Mappa è, infatti, un piccolo “vocabolario” dell’inclusione. Termini come CMI, CMDF, UVB, Profilo di funzionamento, GLO, PEI e Progetto di vita possono risultare difficili da comprendere per chi non ha familiarità con l’ambito normativo. La guida ne chiarisce il significato e la funzione, mettendo in relazione i diversi elementi. Particolare attenzione viene dedicata alla fase di transizione che caratterizza il 2026. La riforma introdotta dal D.Lgs. 62/2024, infatti, non è ancora applicata nello stesso modo sull’intero territorio nazionale. Nei territori interessati dalla sperimentazione è entrato in funzione il nuovo procedimento di valutazione di base affidato all’INPS attraverso le Unità di valutazione di base. Negli altri territori continua invece ad applicarsi, fino al 31 dicembre 2026, il regime previgente. Dal 1° gennaio 2027 il nuovo sistema sarà esteso all’intero territorio nazionale. Una distinzione tutt’altro che marginale per le famiglie, perché modifica le modalità con cui viene avviato il procedimento e la documentazione da predisporre. La Mappa invita, quindi, come primo passo, a verificare quale procedura sia applicabile nel proprio territorio. Tuttavia, il percorso dell’inclusione non comincia con un modulo, ma dall’osservazione di una difficoltà e dalla necessità di comprenderne caratteristiche e bisogni.
Per questo, la prima delle cinque tappe individuate dalla guida è dedicata all’osservazione e alla valutazione sanitaria. La scuola può rilevare difficoltà persistenti, confrontarsi con la famiglia e attivare le procedure previste, ma non ha il compito di certificare la disabilità. Gli accertamenti sanitari e medico-legali spettano infatti ai soggetti competenti. La seconda tappa riguarda l’avvio dell’accertamento e, soprattutto, la domanda fondamentale: quale procedura si applica? Qui la Mappa mette a confronto il nuovo sistema sperimentale e il regime previgente, spiegando il ruolo del Certificato medico introduttivo, della documentazione sanitaria e, nel percorso precedente, del Certificato medico diagnostico-funzionale. Anche un’indicazione apparentemente semplice può diventare preziosa nella pratica quotidiana: conservare ricevute, certificati e documentazione trasmessa e verificare sempre che il procedimento sia stato effettivamente avviato. La terza tappa conduce all’esito dell’accertamento e al Profilo di funzionamento, documento fondamentale per comprendere la persona nella sua globalità e non soltanto attraverso la diagnosi. Il Profilo descrive il funzionamento secondo una prospettiva bio-psico-sociale, considerando il rapporto tra la persona e i diversi contesti nei quali vive. È inoltre un riferimento essenziale per la successiva elaborazione del Piano Educativo Individualizzato. Ed è proprio il PEI il cuore della quarta tappa, quella dedicata alla progettazione dell’inclusione scolastica. La Mappa dedica spazio al GLO, il Gruppo di Lavoro Operativo, nel quale sono coinvolti insegnanti, famiglia, figure professionali e, secondo modalità adeguate all’età e alle capacità, lo stesso studente con disabilità. Il PEI non viene presentato come un semplice adempimento formale, ma come lo strumento attraverso il quale vengono definiti obiettivi, interventi, metodologie, modalità di verifica e risorse necessarie per rendere effettivo il diritto all’istruzione e alla partecipazione. Nel PEI viene formulata anche la proposta relativa alle ore di sostegno e alle altre misure necessarie, sulla base dei bisogni dell’alunno. La guida sottolinea, tuttavia, come l’importanza del PEI non debba essere sopravvalutata, perché questo strumento non coincide automaticamente con l’atto amministrativo finale di assegnazione delle risorse. L’ultima tappa allarga lo sguardo oltre la scuola. È quella dedicata ai sostegni e al Progetto di vita, introdotto e disciplinato dal D.Lgs. 62/2024.
Qui l’orizzonte cambia: non si parla più soltanto di apprendimento e inclusione scolastica, ma della possibilità di costruire un percorso unitario che tenga insieme educazione, salute, autonomia, relazioni, partecipazione sociale, formazione, lavoro e gli altri ambiti significativi dell’esistenza. La Mappa chiarisce così anche una distinzione fondamentale: il Progetto di vita non coincide con il PEI. Il PEI riguarda specificamente il percorso educativo e scolastico; il Progetto di vita ha invece una dimensione più ampia e accompagna la persona nei diversi contesti della sua vita, sostenendone aspirazioni, autodeterminazione e partecipazione. All’interno di questa quinta tappa trovano spazio anche le diverse forme di supporto che possono accompagnare l’alunno e la famiglia: dall’insegnante di sostegno all’assistente, dall’autonomia alla comunicazione, fino agli interventi specialistici rivolti, in particolare, agli studenti con disabilità visiva, come quelli del tiflologo e del tifloinformatico. Viene inoltre ricordato che le prestazioni economiche, come l’eventuale indennità di frequenza, seguono requisiti e procedimenti specifici che non derivano automaticamente dall’attivazione del percorso di inclusione scolastica. Un’attenzione particolare è riservata anche alle novità operative del 2026, tra cui il SISDA, il servizio attivato dall’INPS per la trasmissione dell’istanza di Progetto di vita nei territori interessati dalla sperimentazione e secondo i requisiti previsti. Anche in questo caso, l’obiettivo della guida è fornire alle famiglie un’informazione essenziale e immediatamente utilizzabile, aiutandole a capire non soltanto “che cosa” prevede la normativa, ma anche “che cosa fare”. A chiudere la Mappa è una checklist pratica: una serie di domande che permette alle famiglie di verificare, passo dopo passo, se hanno controllato la procedura applicabile nel proprio territorio, raccolto la documentazione necessaria, coinvolto la scuola e partecipato alla costruzione del Profilo di funzionamento e del PEI, fino a valutare l’eventuale accesso al nuovo percorso del Progetto di vita. La forza di uno strumento come questo sta proprio nella sua capacità di trasformare una materia complessa in un percorso leggibile. Perché dietro ogni certificato, ogni sigla e ogni procedimento c’è una persona, con bisogni, desideri, capacità e aspirazioni che non possono essere ridotti alla sola dimensione amministrativa.
Per questo, la Mappa dell’Inclusione Scolastica ha l’ambizione di essere una guida concreta, da consultare quando serve e da utilizzare nell’attività quotidiana di informazione e orientamento. Una bussola per le famiglie, ma anche uno strumento di lavoro per tutti quanti, dentro e fuori la scuola, contribuiscono ogni giorno a costruire percorsi di inclusione. Perché conoscere i propri diritti è il primo passo per poterli esercitare, e orientarsi tra le procedure significa, prima di tutto, avere maggiori possibilità di mettere davvero la persona al centro del percorso educativo e di vita.
Di seguito, la “Mappa dell’Inclusione Scolastica” in formato PDF:
Guida-Pratica-allInclusione.pdf





