Trionfa l’ansia nei social, 138mila post in 6 mesi su Facebook e Instagram
La parola è stata citata 4 volte più di ‘stress’ e 13 di ‘depressione’. Ecco l’indagine

Sui social la parola chiave “ansia” compare 37mila volte, tredici volte più di “depressione”. Oltre 138 mila post sulla salute mentale pubblicati nei primi sei mesi del 2026, tra narrazioni personali e divulgazione. Sono i dati più rilevanti dell’Indagine esplorativa “Media, linguaggio e salute mentale: come viene raccontato il disagio psichico”, realizzata dall’Osservatorio di Pavia, in collaborazione con Associazione Civita, per il Festival della salute mentale RO.MENS per l’inclusione sociale contro il pregiudizio, organizzato dal Dipartimento di Salute Mentale della Asl Roma 2, in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche sociali e della salute di Roma Capitale e con il Patrocinio della Rai. Per la parte social, spiega l’indagine, “dopo un lavoro di verifica e pulizia dei dati raccolti, rispetto ai contenuti estranei al tema, sono stati esaminati 138.301 post pubblici pertinenti la salute mentale comparsi su Facebook e Instagram tra il 1° gennaio e il 30 giugno 2026, successivamente ricondotti, dopo una depurazione dalle ripetizioni, a 103.397 testi unici: 74.472 su Facebook e 28.925 su Instagram. La parola ‘ansia’ è stata citata 37.012 volte, quasi quattro volte più di ‘stress’ e tredici volte più di ‘depressione’.
Un termine che vive nel linguaggio del ‘come gestirla’- precisa- tra consigli di regolazione fisiologica e riflessioni personali”. “Nell’arco dei sei mesi considerati- spiega ancora l’Indagine esplorativa dell’Osservatorio di Pavia- il volume dei post pertinenti si è mantenuto relativamente stabile tra i 21mila e i 26mila al mese. I contenuti più visibili sono quelli di voci dirette, professionali o meno, capaci di tradurre temi complessi in un linguaggio immediato e condivisibile. Un solo post realizzato da uno psicologo-content creator capace di sfiorare un milione di like su Instagram”.
Influencer e creator conquistano sui social lo spazio lasciato libero dall’informazione tradizionale. “Post su ansia, Adhd, neurodivergenza e disturbi alimentari, raggiungono milioni di persone. La capacità straordinaria di rendere accessibili temi complessi sui social pone però una domanda urgente: chi garantisce la qualità delle notizie che arrivano?- chiedono gli studiosi dell’osservatorio di pavia- Quando l’informazione qualificata arretra, infatti, lo spazio viene occupato da chi comunica meglio, non necessariamente correttamente. Accanto ai professionisti- denuncia l’indagine- emergono diagnosi a distanza, semplificazioni e pratiche prive di basi scientifiche, presentate spesso con il tono rassicurante della cura”. “Il successo dei creator- secondo Paola Barretta, coordinatrice del gruppo di ricerca dell’Osservatorio di Pavia- dimostra che esiste una domanda enorme di contenuti comprensibili e vicini all’esperienza delle persone.
La sfida è unire questa efficacia comunicativa all’autorevolezza delle fonti e alla solidità scientifica, evitando che la parola folle venga utilizzata come chiave di lettura immediata di un gesto violento, senza alcun riferimento clinico o peritale, con un duplice effetto di scorciatoia esplicativa e di intensificatore emotivo per il pubblico”. Massimo Cozza, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale Asl Roma 2 e promotore di Ro.Mens, ricorda che “l’esplosione della parola ansia su Facebook e Instagram appare legata all’imperativo sociale di dover garantire una performance sempre maggiore nei diversi ambiti della vita, in famiglia come nella scuola e nel lavoro, soprattutto sui social. Partendo dall’immagine, fisica e principalmente virtuale, per arrivare ad essere persone famose e di successo, nel bene e nel male”.
“Non possiamo affidare soltanto agli algoritmi e all’iniziativa dei singoli il racconto della salute mentale”, concludono. I risultati completi dell’Indagine saranno presentati l’1° ottobre mattina all’Istituto Superiore di Sanità, durante il convegno internazionale “Comunicazione e salute mentale: la forza delle parole”, in occasione dell’apertura della V Edizione di Ro.Mens, in cantiere a Roma dal 1° al 10 ottobre 2026, giornata mondiale della salute mentale.





