Il Corriere dei Ciechi, Sport

Sport, autonomia e disabilità visiva nel Golfo della Spezia


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Il vento non si vede, si sente: la vela autonoma abbatte ogni barriera. Già, la vela per chi non vede può sembrare una sfida impossibile. Eppure, in questo apparente paradosso si nasconde una verità profonda: il vento non ha bisogno di essere guardato per essere compreso. Da questa intuizione e dall’incontro con il celebre metodo Homerus nasce il cammino di Due Colori nel Vento APS, associazione fondata nel 2013 per portare anche nel Golfo della Spezia l’insegnamento della vela autonoma per persone con disabilità visiva. L’avventura nasce dalla determinazione di Monica Perugna che, dopo un corso di vela tradizionale, ha voluto approfondire l’approccio rivoluzionario ideato sul Lago di Garda dall’ingegner Alessandro Gaoso.

“Il vento si riconosce sulla pelle, nelle mani, nell’inclinazione della barca, nel modo in cui lo scafo risponde a ogni scelta”, spiega Andrea Sanlazzaro velista dell’associazione. “Ciò che normalmente viene affidato alla vista viene restituito agli altri sensi. Non come una compensazione minore, ma come una diversa forma di competenza” .Il metodo Homerus non propone una semplice gita assistita, ma insegna a governare l’imbarcazione in prima persona. La direzione del vento si percepisce sul volto, il movimento si legge nell’equilibrio e nella tensione delle cime. In barca ognuno ha un ruolo attivo e concreto: occorre scegliere, coordinarsi e assumersi responsabilità. Questa filosofia si traduce in:Il Match-Race Homerus: vere e proprie sfide a due tra le boe, dove gli equipaggi non vedenti regatano in totale autonomia grazie all’uso di boe sonore e segnali acustici. Le regate di flotta: equipaggi misti (vedenti e non) dove l’integrazione è pratica quotidiana.

Nessuno è un passeggero passivo; ognuno partecipa alla manovra, dimostrando che la differenza si organizza e si trasforma in collaborazione. Per chi è interessato all’argomento, l’articolo completo è sul Corriere dei ciechi 7/8 scaricabile dal sito www.uici.it .

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Autore: Silvia Colombini

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