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Riforma della disabilità, Anffas-Aipd alle Istituzioni: “Nessun passo indietro sui diritti”

Appello congiunto delle Associazioni per una piena e concreta attuazione


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Dare piena e uniforme attuazione alla riforma della disabilità; garantire il principio di non regressione; assicurare il pieno raccordo tra la nuova valutazione di base e la disciplina speciale prevista per le persone con sindrome di Down; completare il percorso di riconoscimento del caregiver familiare; portare a compimento il percorso di revisione della Legge n. 112/2016; dare piena attuazione alla delega prevista dall’articolo 17 della Legge n. 167/2025; proseguire il percorso di attuazione della riforma in un confronto stabile con le organizzazioni maggiormente rappresentative delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Sono i sette punti dell’appello che Anffas e Aipd rivolgono al governo, al Parlamento e a tutte le Amministrazioni coinvolte nell’attuazione della riforma della disabilità.

Nel dettaglio: “Dare piena e uniforme attuazione alla riforma della disabilità, assicurando la concreta ed uniforme applicazione del progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato quale strumento fondamentale per l’effettiva realizzazione dei diritti delle persone con disabilità, anche attraverso la previsione di risorse adeguate e stabili e la realizzazione di un fondo unico destinato al finanziamento dei progetti di vita”, spiegano le Associazioni. Poi: “Garantire il principio di non regressione, preservando integralmente le tutele, le semplificazioni e i diritti già riconosciuti dall’ordinamento, affinché la riforma rappresenti un avanzamento e non determini arretramenti, neppure indiretti”. E ancora: “Assicurare il pieno raccordo tra la nuova valutazione di base e la disciplina speciale prevista per le persone con sindrome di Down, salvaguardando la validità delle procedure semplificate introdotte dall’articolo 94, comma 3, della Legge n. 289/2002, la continuità dei relativi effetti giuridici e l’esenzione dalle revisioni già prevista dalla normativa vigente”. Come quarto punto le Associazioni indicano la necessità di “completare il percorso di riconoscimento del caregiver familiare, introducendo nel disegno di legge una disciplina organica delle tutele previdenziali, adeguata al valore sociale dell’attività di cura prestata e alle conseguenze che essa determina sul percorso lavorativo e pensionistico delle persone che assistono un proprio familiare”. Portare poi a compimento “il percorso di revisione della Legge n. 112/2016, valorizzando gli esiti del Tavolo tecnico istituito presso il Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità e garantendo il pieno raccordo tra gli strumenti del “durante e dopo di noi” e il progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato, affinché i percorsi di autonomia, abitare e inclusione sociale siano parte integrante della progettazione complessiva della vita della persona”. Anffas e Aipd chiedono di “dare piena attuazione alla delega prevista dall’articolo 17 della Legge n. 167/2025 in materia di revisione delle misure di protezione giuridica delle persone con disabilità, abrogando gli istituti dell’interdizione e dell’inabilitazione e rafforzando l’amministrazione di sostegno, così assicurando un sistema fondato sul rispetto della capacità giuridica, della volontà e delle preferenze della persona, in coerenza con la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità”.

Infine l’appello delle Associazioni è a “proseguire il percorso di attuazione della riforma in un confronto stabile con le organizzazioni maggiormente rappresentative delle persone con disabilità e delle loro famiglie, valorizzandone il patrimonio di competenze e di esperienza maturato nell’accompagnamento quotidiano delle persone e nella promozione dei loro diritti”. “Attuare pienamente la riforma della disabilità, garantire il principio di non regressione delle tutele già riconosciute alle persone con sindrome di Down, completare il riconoscimento del caregiver familiare attraverso adeguate tutele previdenziali, concludere il percorso di revisione della Legge n. 112/2016 e attuare la delega in materia di protezione giuridica non rappresentano obiettivi distinti- scrivono Aipd e Anffas in una nota- Costituiscono, al contrario, tasselli tra loro strettamente connessi di un unico processo di trasformazione culturale e normativa, finalizzato a rendere effettivi i diritti delle persone con disabilità all’autodeterminazione, alla partecipazione e alla piena inclusione nella comunità, in coerenza con il nuovo modello delineato dalla Legge n. 227/2021 e dai suoi decreti attuativi e con i principi della Costituzione e della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità”.

“La qualità di una riforma- sottolineano ancora le Associazioni- non si misura soltanto dalla sua capacità innovativa, ma dalla sua concreta attuazione e dalla capacità di migliorare, senza arretramenti, la vita delle persone cui è destinata. Anffas e Aipd rivolgono, pertanto, un appello al governo, al Parlamento e a tutte le Istituzioni coinvolte affinché il percorso avviato prosegua con convinzione, nel segno della continuità dei diritti, della piena realizzazione del progetto di vita, del rafforzamento del sistema dei sostegni e del riconoscimento concreto del ruolo delle famiglie e dei caregiver”.

“Solo così- concludono- sarà possibile costruire un Paese nel quale ogni persona con disabilità possa realizzare il proprio progetto di vita, ogni famiglia sia adeguatamente sostenuta nel proprio percorso di cura e tutte le istituzioni assumano pienamente la responsabilità di rendere effettivi i diritti riconosciuti dal nostro ordinamento. Una riforma di tale portata sarà davvero compiuta solo se saprà migliorare concretamente la vita delle persone, senza lasciare indietro nessuno e senza arretrare rispetto alle conquiste già raggiunte”.

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Autore: Redazione

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