Powerchair Football, la denuncia dell’UICI: “Episodio sconcertante e lesivo della dignità”
Dopo i recenti avvenimenti nel mondo del calcio in carrozzina elettrica, l’associazione alza la voce e condanna con fermezza l’accaduto.

Roma – “Un episodio sconcertante, lesivo della dignità delle persone, che evidenzia come, ancora una volta, le barriere che limitano la piena partecipazione delle persone con disabilità e il diritto all’uguaglianza tra i cittadini siano ben lontane dall’essere rimosse”. Così il presidente nazionale dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti (Uici), Mario Barbuto, commenta quanto accaduto il 20 luglio all’aeroporto Leonardo da Vinci di Roma Fiumicino, dove la Nazionale italiana di Powerchair Football non ha potuto imbarcarsi sul volo EasyJet diretto a Glasgow, dove gli atleti avrebbero dovuto disputare un torneo internazionale in vista dei prossimi Campionati del mondo in Argentina. L’Uici esprime solidarietà e vicinanza alla squadra e ribadisce la propria indignazione per l’accaduto.
“È incredibile – prosegue Barbuto – dover constatare come, nel 2026, si debba ancora fare i conti con situazioni al limite del surreale che ledono il diritto alla mobilità dei cittadini e, in questo caso specifico, hanno determinato l’impossibilità per i nostri atleti di prendere parte a una competizione sportiva di rilievo internazionale”. Secondo l’Uici, quanto accaduto a Fiumicino “riconferma come sia ancora lungo il cammino di uguaglianza” e rende necessario un impegno concreto affinché il diritto di cittadinanza sia garantito in ogni ambito della vita sociale, sportiva, professionale e civile.
Sulla vicenda è intervenuto subito il Comitato Italiano Paralimpico (CIP), che ha espresso “la più ferma e profonda indignazione” per l’accaduto. Secondo il Comitato, la Federazione Italiana Paralimpica Powerchair Sport (FIPPS) aveva richiesto e ottenuto da EasyJet, già dallo scorso aprile, l’autorizzazione al trasporto dei sei atleti con disabilità e delle carrozzine per la mobilità quotidiana e di quelle speciali da gioco. Nonostante una successiva comunicazione via PEC inviata dalla Federazione prima della partenza, la squadra si sarebbe vista negare l’imbarco al gate, con la compagnia che avrebbe comunicato l’impossibilità di trasportare l’intera delegazione, indicando in cinque il numero massimo di carrozzine trasportabili sull’Airbus A320.
Il presidente del CIP, Marco Giunio De Sanctis, definisce quanto accaduto “una vergogna inaccettabile” e sottolinea come episodi di questo tipo dimostrino che la pari dignità sia “purtroppo soltanto formale e non ancora sostanziale”. “Le carrozzine per un atleta paralimpico – afferma – non sono un ‘extra’ o un bagaglio ingombrante, ma l’estensione del proprio corpo”. Il CIP annuncia inoltre che affiancherà la FIPPS nell’azione legale per il risarcimento dei danni e nel chiedere regole vincolanti e sanzioni per chi non garantisce i diritti delle persone con disabilità.
Il Comitato parla di un “triplo, gravissimo danno”: umano, per gli atleti costretti a rinunciare alla trasferta; sportivo, per le ripercussioni sulla preparazione ai Mondiali; ed economico, con una perdita stimata in oltre 20mila euro tra biglietti, alloggi e spese logistiche. Il CIP ha chiesto l’intervento del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dell’Enac affinché siano accertate le responsabilità e definiti standard di trasporto aereo realmente accessibili.
“È di una gravità estrema quanto accaduto”, commenta il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, che si aspetta “un intervento immediato” da parte degli organismi preposti al controllo dei servizi di assistenza aeroportuale e al rispetto degli obblighi delle compagnie aeree. Per la ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, quanto accaduto è “gravissimo e inaccettabile”. La ministra sottolinea che la FIPPS aveva ottenuto da EasyJet la formale autorizzazione al trasporto degli atleti e delle sei carrozzine speciali da gioco e auspica che la compagnia “risponda immediatamente chiarendo la sua posizione”.
Aeroporti di Roma (ADR) ha espresso vicinanza agli atleti e precisato che le assistenze dei sei passeggeri erano state regolarmente prenotate il 18 luglio. Secondo ADR, ai sensi del regolamento europeo, spetta al vettore aereo decidere sull’accettazione all’imbarco e sul trasporto dei passeggeri, mentre il gestore aeroportuale è responsabile dell’assistenza alle persone a ridotta mobilità all’interno dello scalo. ADR ha quindi chiesto alla compagnia chiarimenti sull’accaduto.
Anche l’Enac ha avviato un’indagine e chiesto a EasyJet una relazione dettagliata. L’obiettivo è verificare eventuali inadempienze nella procedura di prenotazione delle assistenze e nella comunicazione relativa agli ausili da imbarcare. “Il diritto alla mobilità deve essere garantito a tutti i passeggeri, nessuno escluso”, ha dichiarato il presidente dell’Enac, Pierluigi Di Palma, aggiungendo che, in caso di violazioni, l’ente è pronto ad adottare i provvedimenti previsti, comprese le sanzioni.
EasyJet, infine, ha espresso il proprio dispiacere per quanto accaduto e comunicato di aver avviato un’indagine interna per ricostruire la vicenda. “Rendere il viaggio aereo accessibile a tutti i passeggeri è una priorità per easyJet”, ha dichiarato la compagnia, assicurando di prendere la vicenda “con la massima serietà”.





