Orizzonte podcast Celebriamo la giornata mondiale di una forma espressiva potente, evocativa, emozionante
Jonathan Zenti riflette sul Corriere dei Ciechi sul potere evocativo del suono e del podcast in vista della giornata mondiale del 30 settembre

Chiunque muova i primi passi nel mondo dell’audio passa quasi sempre attraverso un’intuizione acerba ma vitalissima: la spinta a produrre contenuti pensati per chi non vede. Come racconta Jonathan Zenti, podcaster e sound designer di fama internazionale, questo pensiero non รจ un punto d’arrivo, ma il chiaro sintomo di un sentiero espressivo corretto. Rievocando un ricordo dei primi anni 2000, Zenti racconta di quando ascoltรฒ il file audio di un fonico cieco che spiegava come orientarsi nello spazio attraverso la rifrazione acustica dei colpi del suo bastone bianco. Non un semplice ostacolo da urtare, ma una mappa di rimbalzi sensoriali. Da quel suono, nella mente dell’autore prende vita un’immagine nitidissima mai vista con gli occhi: una strada grigio chiara, un marciapiede, il contorno delle facciate e delle auto.
ร la dimostrazione di come il suono agisca come attivatore della percezione interiore. ยซCon lโaudio non si guardano immagini, ma si ascoltano immaginari. La pressione acustica emessa da un file audio esce dalle casse e vibra sulla pelle, entra dalle orecchie e si insinua allโinterno del nostro corpo alla ricerca di immagini che abbiamo giร dentro di noiยป. Alla luce di questa scoperta, il podcast, di cui si celebra la giornata mondiale il 30 settembre, rivela la sua vera natura. Non si tratta di un mero genere o formato, ma di uno straordinario canale di distribuzione per la forma espressiva dell’audio.
A differenza della rigiditร visiva, la narrazione sonora costruisce una relazione multisensoriale e soggettiva in cui ogni ascoltatore modella la storia a partire dal proprio vissuto. In questo processo, il ruolo del sound design diventa cruciale. Come evidenzia l’autore, la vera potenza del suono risiede nella ricerca di coerenza, nel dosaggio della voce e nell’uso consapevole del silenzio. ยซDecidere cosa tenere e cosa lasciare, giocare con le pause, il ritmo, le sfumature e, soprattutto, con i silenzi. Scegliere cosa togliere, oltre che cosa mettere. Non รจ necessaria lโabbondanza, รจ necessaria la coerenzaยป. Oggi il podcast rappresenta un orizzonte sconfinato di storie e viaggi sonori: uno strumento capace di guidare l’ascoltatore oltre ciรฒ che si puรฒ o si vuole vedere, per aiutarlo finalmente a immaginare.
Lโarticolo integrale di Jonathan Zenti รจ disponibile sul Corriere dei Ciechi n. 9, scaricabile dal sito www.uici.it.





