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Murray (Wfd): “Al lavoro per il riconoscimento della lingua dei segni in tutti i paesi”

A Roma le celebrazioni per i 75 anni della fondazione della Federazione mondiale dei sordi


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“La Federazione mondiale dei sordi (Wfd) è una grandissima associazione con 140 stati. In questi giorni saranno qui a Roma per festeggiare i 75 anni della fondazione. La nostra è una delle più vecchie federazioni di persone con disabilità al mondo. Iniziamo le celebrazioni qui, a Roma, perché nacque tutto qui, tutto partì da Roma”. Lo ha detto alla Dire il presidente Wfd, Joseph J. Murray, in occasione della conferenza internazionale ‘Affermiamo i diritti umani dei sordi’, in programma oggi e domani a Roma per celebrare l’anniversario della Federazione.
“Siamo qui- ha continuato- per cercare di plasmare il futuro e cambiarlo. La Wfd deve comprendere l’inclusione delle persone sorde in tutti gli ambiti della vita e lavorare per il riconoscimento delle lingue dei segni in tutti i paesi. Il mondo cambia, il clima cambia, cambia tutto, ci sono guerre e le persone sorde sono spesso lasciate ai margini. Il nostro lavoro con i governi e con le nostre rappresentanze regionali è proprio quello di cercare di includere le persone sorde e supportarle nelle varie attività”.

Dal riconoscimento delle lingue dei segni alla salute mentale, dall’educazione dei bambini sordi al futuro dell’intelligenza artificiale: sono questi i temi al centro della conferenza internazionale che si è aperta questa mattina al Seraphicum. Oggi e domani sono in programma due giornate di alto livello accademico e scientifico, con relatori provenienti, tra gli altri, da Belgio, Canada, Croazia, Italia, Nigeria, Regno Unito, Spagna, Stati Uniti e Trinidad e Tobago, per fare il punto su 75 anni di advocacy e indicare le priorità dei prossimi 25, fino al centenario della Wfd.
Come ricordato dal presidente Murray, la scelta di Roma non è casuale: la Capitale è il luogo simbolico della fondazione della Wfd e l’Ente nazionale sordi (Ens), fondato nel 1932, ne è membro fondatore. Questo anniversario rende l’edizione 2026 un’occasione per l’Italia di mostrare al mondo il proprio ruolo nel movimento internazionale delle persone sorde.
“Come Ente nazionale sordi (Ens) vorremmo che queste giornate di celebrazione del 75esimo anniversario della fondazione della Federazione mondiale dei sordi restassero un punto di partenza per il riconoscimento pieno della Lingua dei Segni Italiana e per l’accesso paritario delle persone sorde all’istruzione, alla salute e alla vita sociale”, ha detto Angelo Raffaele Cagnazzo, presidente nazionale Ens.

“Il 75° anniversario della fondazione della nostra realtà internazionale è un’occasione molto importante- ha continuato Cagnazzo- Siamo nella Settimana internazionale delle persone sorde, siamo nella Settimana che riguarda la lingua dei segni e parliamo dei nostri diritti. La lingua dei segni è un diritto e su questo l’Ens chiede massima attenzione da parte del governo. I diritti- ha sottolineato Cagnazzo- devono essere attuati e non è ancora così. Penso appunto al riconoscimento della lingua dei segni che è avvenuto su carta ma non deve restare come una sorta di regalo, deve diventare un diritto effettivo e pieno perché riguarda l’accessibilità per le persone sorde a una piena comunicazione, a una piena inclusione. Altrimenti, non potendo comunicare, restiamo discriminati, isolati. Quindi chiediamo al governo massima attenzione su questo: i diritti devono essere concreti, devono essere attuati, devono riguardare la vita quotidiana delle persone sorde”.

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Autore: Redazione

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