Cinema,ย Il Corriere dei Ciechi

Mostra del Cinema di Venezia: Federico Pontiggia e il diritto alla visione

In concomitanza con la Mostra di Venezia, Federico Pontiggia riflette sull’accessibilitร  cinematografica per le persone con disabilitร  visiva e uditiva come diritto universale. L’articolo evidenzia i ritardi di produzione ed esercizio e promuove l’uso di nuove tecnologie per garantire un’effettiva inclusione nelle sale.


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In concomitanza con l’apertura della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il giornalista e critico cinematografico Federico Pontiggia offre un’analisi incisiva sull’accessibilitร  culturale, definendo la fruizione cinematografica un diritto umano e universale che impone l’abbattimento di ogni diseguaglianza.
Nel suo intervento, Pontiggia evidenzia come la Settima Arte viva della condivisione di emozioni ed empatia, uno spazio che tuttavia resta ancora parzialmente interdetto a milioni di persone con disabilitร  visive o uditive. Oltre alle storiche barriere architettoniche delle sale e dei festival, l’autore mette a nudo le insidiose barriere sensoriali e culturali, denunciando il rischio che le misure di inclusione vengano ridotte a semplici operazioni di facciata o a eventi straordinari anzichรฉ diventare la norma.

ยซLโ€™adozione di questi interventi avrebbe la stessa necessarietร , la medesima legittimitร , lโ€™analoga desiderabilitร  dellโ€™happy ending nel cinema classico hollywoodiano, vale a dire sarebbe un buon inizio, di piรน, il buon inizioยป.

Pontiggia richiama l’attenzione sulle carenze strutturali della filiera: ยซtanto nella produzione โ€“ molte societร  non mettono a bilancio la realizzazione delle tracce di audiodescrizione e/o dei sottotitoli per sordi in fase di post-produzione โ€“ che nellโ€™esercizio โ€“ numerose sale non dispongono di adeguate infrastrutture di trasmissione nรฉ formano ad hoc il personaleยป, pur riconoscendo il ruolo fondamentale delle nuove tecnologie, dell’Intelligenza Artificiale e delle applicazioni dedicate nel favorire la piena “cittadinanza spettatoriale”.
Garantire l’accessibilitร  al cinema non รจ dunque una concessione pietistica, ma un dovere di giustizia sociale indispensabile per far sรฌ che la sala diventi finalmente un luogo davvero aperto a tutti.

La riflessione integrale di Federico Pontiggia รจ disponibile sul Corriere dei Ciechi n. 9, scaricabile dal sito www.uici.it.

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Autore: Silvia Colombini

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