L’Intelligenza Artificiale e il futuro dell’autonomia: la visione di Dario Lombardi e Luigi Traetta
L’Intelligenza Artificiale Generativa e i modelli multimodali stanno trasformando l’accessibilitร per gli studenti con disabilitร visiva. In un contributo sul Corriere dei Ciechi, Dario Lombardi e Luigi Traetta (Universitร di Foggia) analizzano l’impatto di strumenti come Be My AI, occhiali intelligenti e dispositivi per l’attivitร fisica autonoma, evidenziando la necessitร di un’adeguata formazione didattica e di politiche per contrastare il divario socio-economico.

C’รจ un momento in cui la tecnologia smette di essere un semplice strumento e diventa una folgorazione, una vera e propria estensione dei nostri sensi. Per decenni ci siamo accontentati di compromessi compensativi per gli studenti non vedenti: sintesi vocali, ingranditori, convertitori di testo. Roba del passato. Oggi, come spiegano Dario Lombardi e Luigi Traetta (Universitร di Foggia), l’Intelligenza Artificiale sta tracciando una nuova linea di demarcazione: non piรน solo leggere, ma capire.
Siamo di fronte a un salto quantico. Attraverso modelli multimodali e applicativi come Be My AI, o hardware da indossare come gli occhiali OrCam, Ray-Ban Meta e i futuristici Lumen Glasses, l’IA esce dallo smartphone e si fonde con la realtร . Non descrive solo una riga di testo: interpreta grafici scientifici, decodifica volti e mappa lo spazio circostante in tempo reale. ร l’equivalente hi-tech di un cane guida impresso su chip, capace di guidare un ragazzo in un’aula sconosciuta, in una palestra o in strada grazie a impulsi tattili e algoritmi predittivi.
Ma questa rivoluzione non si ferma alle materie teoriche: abbatte le barriere anche nell’attivitร fisica. Con innovazioni come Glide, un dispositivo a guida autonoma con ruote e sensori, o i sistemi del progetto BLINDTRACK, che permettono ad atleti non vedenti di correre in pista guidati da cinture vibrotattili, l’ora di educazione fisica smette di essere un momento da spettatori e diventa partecipazione pura, competitiva e autonoma.
Tuttavia, la tecnologia da sola รจ solo silicio. Il vero nodo resta la mente umana: serve una formazione docenti rivoluzionaria, capace di integrare l’IA come un tutor e non come un sostituto del pensiero critico. E, soprattutto, serve abbattere il divario socio-economico per impedire che l’accessibilitร diventi un privilegio per pochi. L’inclusione del futuro non รจ un adattamento tardivo: รจ una decisione culturale, un’alleanza tra visione, didattica e vita reale. ยซL’IA generativa si prospetta come una risorsa concreta per promuovere l’inclusione a scuola e l’autonomia dei ragazzi con disabilitร visiva, ma costituisce pur sempre un mezzo: il suo reale valore รจ strettamente subordinato alla mediazione didattica che la accompagna e a una decisione, prima culturale e poi tecnica, volta a co-progettare l’accessibilitร insieme ai diretti interessati, superando la logica del mero adattamento tardivo del dispositivo alle loro necessitร ยป.
L’articolo integrale dei Proff. Dario Lombardi e Luigi Traetta รจ disponibile sul Corriere dei Ciechi n. 9, scaricabile dal sito www.uici.it.
Silvia Colombini ha pubblicato molti romanzi, tra gli altri โHotel Pauraโ (Vallecchi Editore), da cui รจ stato tratto il film diretto con Sergio Castellitto, โKinki una notte lunga quarantโanniโ (Damiani Editore), โAlice in Bradpittlandโ (Transeuropa), โMiranda Machine a Piazza Danteโ (DeriveApprodi) e โTempo persoโ (Eretica Edizioni)





