L’arte accessibile diventa una sfida per gli studenti toscani: al via la XXV edizione del Premio Alfredo Catarsini
Venerdì 2 ottobre verrà presentata a Palazzo Sacrati Strozzi a Firenze la XXV edizione del Premio Alfredo Catarsini, promosso dalla Fondazione Alfredo Catarsini 1899 ETS e rivolto agli studenti degli istituti d’arte della Toscana

Rendere l’arte accessibile a tutti, trasformando il patrimonio culturale in un’esperienza che possa essere conosciuta e “vista” anche attraverso il tatto. È l’obiettivo della XXV edizione del Premio Alfredo Catarsini, iniziativa rivolta agli studenti delle classi terze, quarte e quinte degli istituti d’arte della Toscana e promossa dalla Fondazione Alfredo Catarsini 1899 ETS. La nuova edizione del Premio sarà presentata venerdì 2 ottobre alle 10.30 a Palazzo Sacrati Strozzi, sede della Giunta Regionale Toscana a Firenze. All’incontro interverranno Cristina Manetti, assessore alla Cultura della Regione Toscana, Carlotta Paola Brovadan, direttrice regionale dei Musei Nazionali della Toscana, Laura Scopetta, vicedirettrice dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana, Elena Martinelli, presidente della Fondazione Alfredo Catarsini 1899 ETS, e Silvia Fersino, presidente del Lions Club Firenze Michelangelo.
Nato nel 2002 come percorso formativo d’eccellenza, il Premio Catarsini è oggi patrocinato dalla Regione Toscana e realizzato in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana e il Lions Club Firenze Michelangelo. L’iniziativa rientra inoltre nel programma pluriennale “L’Arte accessibile per tutti”, promosso dalla Fondazione Catarsini con l’obiettivo di favorire l’inclusione sociale attraverso la cultura. Al centro del concorso ci saranno ancora una volta le opere tattili: gli studenti saranno chiamati a reinterpretare alcune celebri opere d’arte attraverso materiali, forme e superfici capaci di restituirne i principali elementi anche a chi non può affidarsi alla vista. Un esercizio artistico, ma anche un percorso di conoscenza e progettazione che mette gli studenti di fronte a una domanda sempre più attuale: come rendere il patrimonio culturale realmente fruibile da tutti? Per la XXV edizione, però, il progetto compie un ulteriore passo avanti. Il concorso si apre infatti al patrimonio artistico pubblico, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio museale regionale e sperimentare nuove modalità di accessibilità. Durante la presentazione saranno svelate le opere, tutte particolarmente note, alle quali gli studenti dovranno ispirarsi per realizzare le proprie creazioni tattili. Le opere finali saranno il risultato di una libera reinterpretazione da parte dei giovani partecipanti.
Un ruolo importante nel progetto sarà svolto anche dal Lions Club Firenze Michelangelo, da tempo impegnato sul fronte della disabilità visiva, della formazione delle nuove generazioni e della valorizzazione del patrimonio culturale. A garantire il valore scientifico e culturale del Premio, è stato costituito un Comitato Scientifico composto da rappresentanti delle istituzioni culturali, del mondo museale, dell’arte e della storia dell’arte. Ne fanno parte, tra gli altri, Cristina Manetti, Carlotta Paola Brovadan, Cristina Acidini, presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno, Tiziano Lera, presidente del XXV Premio Alfredo Catarsini, Stefano Casciu, presidente dell’Associazione Amici dell’Opificio delle Pietre Dure, Marco Mozzo, direttore del Museo di San Marco di Firenze, Luisa Berretti, direttrice del Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna di Arezzo, Anna Soffici, curatrice storica dell’arte del Museo di San Marco, e Rodolfo Bona, storico dell’arte e curatore della mostra antologica dedicata ad Alfredo Catarsini.
La XXV edizione conferma così la vocazione del Premio a unire formazione, creatività e impegno civile. L’arte, in questa prospettiva, non è soltanto qualcosa da osservare, ma un patrimonio da condividere e rendere accessibile, abbattendo le barriere che ancora ne limitano la fruizione.
Un percorso che parte dalle scuole e dai giovani artisti di domani, per arrivare ai musei e al patrimonio pubblico, con l’ambizione di fare dell’accessibilità non un’eccezione, ma una componente naturale della cultura.





