In mostra a Pistoia i libri da abbracciare: quando la stoffa anticipò il libro tattile
La mostra “I Dean’s Rag Books, libri da abbracciare”, aperta fino al 3 ottobre 2026 alla Biblioteca San Giorgio di Pistoia, ripercorre la storia dei primi libri di stoffa per l’infanzia ideati dall’editore britannico Dean & Son tra ‘800 e ‘900.

Un libro non è necessariamente fatto di carta. Può essere di stoffa, morbido, resistente, leggero. Può essere preso in mano, manipolato, accarezzato, persino abbracciato e può diventare un oggetto nel quale lettura, gioco ed esperienza sensoriale si incontrano. È questa una delle intuizioni che emergono dalla mostra “I Dean’s Rag Books, libri da abbracciare. La straordinaria storia dei primi libri di pezza per l’infanzia”, allestita alla Biblioteca San Giorgio di Pistoia fino al 3 ottobre 2026.
La vicenda dei Dean’s Rag Books comincia in Inghilterra, tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, quando la casa editrice Dean & Son sperimenta una soluzione apparentemente semplice, eppure destinata a lasciare un segno nella storia dell’editoria per l’infanzia: sostituire la fragile carta con il tessuto. Nascono così libri morbidi, robusti e pensati per essere utilizzati proprio dalle mani dei bambini più piccoli. I volumi venivano illustrati con vivaci cromolitografie e stampati direttamente sulla stoffa. Fiabe, filastrocche, abecedari, animali e personaggi popolavano pagine molto diverse da quelle dei libri tradizionali, facendone qualcosa non più soltanto da guardare e ascoltare, ma da prendere, girare, stringere, esplorare. È proprio qui che la mostra suggerisce un collegamento particolarmente interessante per chi si occupa oggi di accessibilità alla lettura: i Dean’s Rag Books non sono nati come libri per persone cieche o ipovedenti e non possono essere considerati libri tattili nel senso contemporaneo del termine, ma nella loro concezione materiale, contengono alcuni elementi che ritroviamo nella successiva evoluzione del libro tattile. La centralità dell’esperienza attraverso le mani, l’importanza della manipolazione, la trasformazione del libro in un oggetto multisensoriale e il superamento dell’idea che la lettura debba necessariamente passare dalla sola pagina di carta.
Il libro tattile contemporaneo nasce infatti da esigenze e finalità specifiche: permettere anche ai bambini con disabilità visiva di avvicinarsi alle immagini, riconoscere forme, comprendere relazioni spaziali e costruire attraverso il tatto una rappresentazione del mondo. Ma, guardando a ritroso, i Dean’s Rag Books sembrano raccontare una storia più antica, che è quella di un libro capace di liberarsi dai propri confini tradizionali per diventare un’esperienza da vivere con il corpo.
Una liberazione fondamentale che sembra aprire ai moderni libri tattili, nei quali materiali, texture, rilievi, forme e contrasti assumono un ruolo essenziale. La pagina non è più soltanto superficie sulla quale sono stampate parole o immagini, ma diventa uno spazio da esplorare. Un vero e proprio cambiamento nel rapporto fisico tra il bambino e il libro anticipato di un secolo dalla Dean & Son. La mostra di Pistoia permette, dunque, di osservare questi oggetti non soltanto come curiosità bibliografiche o preziosi pezzi da collezione, ma come una piccola rivoluzione nella storia della lettura infantile. Un’occasione per riflettere su quanto la lettura sia, prima ancora di essere un’attività esclusivamente visiva, un’esperienza sensoriale e corporea. In questo senso, il titolo della mostra – libri da abbracciare – assume un significato particolare: abbracciare un libro significa portarlo vicino al corpo, stabilire con esso un rapporto fisico e affettivo. È una metafora che sembra avvicinarsi sorprendentemente alla filosofia dei libri tattili: rendere la lettura un’esperienza che passa attraverso il corpo e non soltanto attraverso gli occhi. La Biblioteca San Giorgio propone così una pagina poco conosciuta della storia dell’editoria per l’infanzia, ma anche un’occasione per guardare con occhi nuovi al presente.
I Dean’s Rag Books ci ricordano che l’innovazione, talvolta, non consiste nell’inventare qualcosa di completamente nuovo, ma nel riscoprire possibilità che il libro custodiva già da tempo, come quella di essere toccato, manipolato, esplorato e condiviso. La mostra sarà visitabile gratuitamente fino al 3 ottobre, offrendo l’opportunità di conoscere più da vicino una collezione preziosa e, soprattutto, di riscoprire una storia nella quale passato e presente della lettura sembrano incontrarsi proprio sulla superficie di una pagina di stoffa.





