Il primo giorno del domani: l’impegno per un futuro che appartiene a tutti
Sul Corriere dei Ciechi, Patrizia Cegna analizza il manifesto dell’European Disability Forum sui diritti dei giovani con disabilitร . Il contributo si concentra su accessibilitร , costi aggiuntivi della disabilitร , trappola della povertร legata all’inserimento lavorativo e necessaria rappresentanza attiva nei processi decisionali.

Con il mese di settembre, la riapertura delle scuole e la ripresa dei percorsi formativi per migliaia di studenti, il tema dell’autonomia e delle opportunitร per le nuove generazioni torna al centro del dibattito.
Settembre รจ da sempre il tempo delle ripartenze, ma per le ragazze e i ragazzi con disabilitร la strada verso l’indipendenza richiede ancora l’abbattimento di ostacoli reali e quotidiani. ร proprio in questo passaggio stagionale di rinnovamento che si inseriscono le riflessioni nate per la Giornata Internazionale della Gioventรน 2026 dello scorso 12 agosto, vissuta al motto “Contesti diversi, aspirazioni comuni”. Nel suo approfondimento, Patrizia Cegna analizza le direttrici di The Right to Shape Our Future (“Il diritto di dare forma al nostro futuro”), il secondo Manifesto sui diritti dei giovani con disabilitร elaborato dal Comitato Giovani del Forum Europeo della Disabilitร (European Disability Forum – EDF) e frutto di un’ampia consultazione pubblica.
L’analisi dell’articolo ripercorre i tre pilastri su cui si fonda il documento dell’European Disability Forum (EDF).
Il primo riguarda l’accessibilitร e la disability tax, ossia il diritto a vivere in una societร equa che superi le barriere fisiche, digitali e dei trasporti, affrontando quei costi extra insensati che gravano sulle famiglie e sulle persone con disabilitร per accedere a servizi primari. Il secondo pilastro intreccia formazione, lavoro e poverty trap, evidenziando l’interconnessione tra scuola e mercato occupazionale.
A tal proposito, l’articolo evidenzia la preoccupante situazione italiana, dove nel 2024 solo il 40,3% dei giovani tra 15 e 29 anni lavorava, a fronte del 55,9% della media europea, e denuncia il rischio del paradosso economico per cui l’ingresso nel lavoro causa spesso la perdita dei sostegni essenziali. Infine, il terzo pilastro pone al centro la cittadinanza attiva e la rappresentanza attraverso l’applicazione reale del principio ยซNulla su di noi senza di noiยป, che esige la presenza attiva delle persone con disabilitร non come eccezioni da celebrare o soggetti passivi di assistenza, ma come decisori all’interno di parlamenti, redazioni, universitร e luoghi della cultura. In un momento dell’anno dedicato ai nuovi inizi, la disamina di Patrizia Cegna ci ricorda che garantire il diritto allo studio e al lavoro significa permettere ai giovani di guidare il proprio percorso in prima persona, senza delegare ad altri la scrittura della propria vita.
Lโarticolo integrale di Patrizia Cegna รจ disponibile sul Corriere dei Ciechi n. 9, scaricabile dal sito www.uici.it.
Silvia Colombini ha pubblicato molti romanzi, tra gli altri โHotel Pauraโ (Vallecchi Editore), da cui รจ stato tratto il film diretto con Sergio Castellitto, โKinki una notte lunga quarantโanniโ (Damiani Editore), โAlice in Bradpittlandโ (Transeuropa), โMiranda Machine a Piazza Danteโ (DeriveApprodi) e โTempo persoโ (Eretica Edizioni)





