Inclusione

Il mare è un diritto di tutti: approvato e trasmesso l’Atto di indirizzo per la fruibilità delle concessioni balneari

Il Garante: accessibilità e qualità inclusiva devono avere un peso reale nei bandi e accompagnare l’intera durata delle concessioni


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Il Collegio dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità (Agndd), con la Delibera n. 27 del 21 luglio 2026, ha approvato l’Atto di indirizzo in materia di accessibilità, fruibilità e qualità inclusiva delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative. “Le spiagge- si legge nel comunicato- sono beni pubblici e luoghi di libertà, benessere, relazione e partecipazione.

L’accesso al mare e la possibilità di vivere pienamente gli stabilimenti balneari devono, pertanto, essere garantiti a tutte le persone, senza discriminazioni. Il riordino delle concessioni rappresenta un’occasione concreta per rendere il sistema balneare italiano più accessibile, inclusivo e capace di offrire servizi di maggiore qualità”. Il messaggio dell’Autorità è chiaro: “Non basta una passerella se la persona incontra poi ostacoli nell’utilizzare i servizi, nel raggiungere il mare, nel ricevere informazioni o nel vivere la spiaggia in condizioni di autonomia, sicurezza e dignità. L’accessibilità deve riguardare l’intera esperienza balneare: gli spazi, i percorsi, i servizi igienici, gli ausili per l’ingresso in acqua, la comunicazione, le prenotazioni, la sicurezza, l’accoglienza e la formazione del personale”.

L’Atto raccomanda che nei bandi siano chiaramente individuate le condizioni minime di accessibilità e che le soluzioni capaci di assicurare una reale qualità inclusiva ricevano una premialità significativa. Gli impegni assunti dagli operatori dovranno essere concreti, misurabili, inseriti negli atti concessori e verificati per tutta la durata della concessione, affinché l’accessibilità non resti una promessa formulata al momento della gara. L’Atto è stato trasmesso al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro per gli Affari europei e al Dipartimento per gli Affari europei, anche in relazione alle interlocuzioni con le istituzioni dell’Unione europea e alla procedura di infrazione riguardante le concessioni demaniali marittime; ai Dipartimenti della Presidenza del Consiglio competenti per le politiche del mare e per le politiche in favore delle persone con disabilità; al Ministero del turismo; alla Conferenza unificata e alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome; alle Regioni e ai Comuni costieri; all’ANCI; agli altri enti concedenti e alle Autorità di sistema portuale.

Il necessario adeguamento alla disciplina europea e alle regole della concorrenza deve diventare anche un’occasione per affermare concretamente i diritti delle persone con disabilità e migliorare la qualità dell’offerta turistica nazionale.

“L’accessibilità non è un servizio aggiuntivo: è un diritto, una misura della qualità dell’accoglienza e un valore per l’intera comunità”, conclude la nota.

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Autore: Redazione

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