Festival dell’Arrampicata Inclusiva
Il 26 e 27 settembre le Dolomiti hanno ospitato la quinta edizione del Festival dell’Arrampicata Inclusiva presso la Falesia Dimenticata di San Lorenzo Dorsino (Trentino).

Il 26 e 27 settembre le Dolomiti accolgono la quinta edizione della manifestazione che trasforma la parete verticale in un dialogo d’ascolto, fiducia e superamento di ogni confine.
C’è una poesia sottile nel movimento della scalata. Non è una sfida contro la roccia, ma una danza di equilibrio e concentrazione, un esercizio profondamente filosofico in cui ogni presa cercata con le dita diventa un atto di consapevolezza e ogni passo verso l’alto un’alleanza con il vuoto.
In parete, la gravità si spoglia del suo peso e la montagna si rivela per ciò che è sempre stata: uno spazio puro di libertà e un orizzonte aperto in cui le categorie del basso, i limiti, le etichette, le barriere, sfumano fino a scomparire. Arrampicare insegna a fidarsi: del proprio corpo, della corda e delle mani di chi, da terra, assicura il nostro cammino per salire dove la roccia si fa pensiero, incontro e libertà. Con questa visione profonda e partecipe torna il 26 e 27 settembre il Festival dell’Arrampicata Inclusiva, giunto alla sua quinta edizione nella suggestiva cornice della Falesia Dimenticata di San Lorenzo Dorsino, in Trentino.
Un appuntamento nato per celebrare lo sport come linguaggio universale di comunità, in cui atleti, paraclimber, famiglie e appassionati condividono la stessa parete, lo stesso respiro e la stessa passione. L’evento si inserisce all’interno di TIP TOP Mountain, progetto sostenuto dal Ministero per le Disabilità, ed è coordinato dalla FASI (Federazione Arrampicata Sportiva Italiana) e dal Collegio Nazionale Guide Alpine Italiane insieme a Sportfund ETS, con la collaborazione fondamentale dell’Associazione Dolomiti Open sul territorio.
Il teatro dell’iniziativa racchiude in sé un valore emblematico. La Falesia Dimenticata è la testimonianza viva di come la cura collettiva possa restituire anima e bellezza a un luogo: frequentata negli anni Novanta e poi abbandonata per vent’anni, è rinata nel 2017 grazie all’energia di una mobilitazione dal basso e a una straordinaria campagna di azionariato popolare guidata da Dolomiti Open, che ha rilevato il terreno per riaprirlo a tutti. Un patrimonio naturale strappato all’oblio e trasformato nel simbolo di una montagna accessibile e aperta, la cui manutenzione e messa in sicurezza continuano a vivere oggi grazie al sostegno libero di chi la frequenta. Durante il fine settimana (nelle sessioni pomeridiane dalle 14.00 alle 18.00), le Guide Alpine affiancheranno chiunque voglia mettersi in gioco tra i tasti di pietra della falesia. Grazie a personale specializzato, ausili tecnici e protesi dedicate, l’esperienza della scalata sarà garantita a tutti in piena sicurezza e senza distinzioni.
La montagna, in fondo, non domanda da dove veniamo o come ci muoviamo sul piano: chiede solo la volontà di guardare in alto. E quando ci si arrampica insieme, scoprendo che la mano dell’altro è l’appiglio più sicuro, la roccia smette di essere un ostacolo e si fa ponte verso la libertà.
Silvia Colombini ha pubblicato molti romanzi, tra gli altri “Hotel Paura” (Vallecchi Editore), da cui è stato tratto il film diretto con Sergio Castellitto, “Kinki una notte lunga quarant’anni” (Damiani Editore), “Alice in Bradpittland” (Transeuropa), “Miranda Machine a Piazza Dante” (DeriveApprodi) e “Tempo perso” (Eretica Edizioni)





