“Effetto domino”: un evento per ricordare come la solidarietà sia un gesto che guarda al futuro
Una metafora della solidarietà come energia capace di propagarsi, dal tempo donato ogni giorno alla scelta di sostenere una causa

La generosità non è soltanto un gesto compiuto nel presente, perché può diventare una scelta capace di attraversare il tempo, di generare nuove opportunità e di lasciare un segno nella vita degli altri. È questo il messaggio emerso a Roma, nel corso della giornata del 10 settembre, in occasione di “Effetto domino: la generosità che muove il mondo”, un evento promosso dal Comitato Testamento Solidale per presentare la nuova indagine “Lasciti solidali, una leva per crescere”, realizzata da Walden Lab in collaborazione con Eumetra.
L’evento si è svolto in vista della Giornata Internazionale del Lascito Solidale, che ricorre il 13 settembre, e ha ha permesso di fotografare un’Italia nella quale la cultura del dono appare sempre più radicata, senza limitarsi alla dimensione economica: la solidarietà, prima ancora di essere una donazione, è presenza, ascolto, tempo e responsabilità verso gli altri. Secondo la ricerca, infatti, per quasi un italiano su due (47%) il gesto che meglio rappresenta la generosità è proprio “dedicare tempo agli altri”, prima ancora di essere concepito come supporto emotivo e volontariato. Un dato significativo, perché racconta una concezione del dono che parte dalle relazioni quotidiane e dalla disponibilità a prendersi cura delle persone e delle comunità. Ecco, allora, come il senso di “Effetto Domino” viene spiegato dalle statistiche, arricchite dalle tante importanti parole pronunciate dai partecipanti all’evento.
Come quelle di Rossano Bartoli, portavoce del Comitato Testamento Solidale: “La crescente conoscenza del lascito solidale, mostra come questa possibilità stia entrando progressivamente nella cultura degli italiani. L” ha spiegato, “seppure, tuttavia, rimanga un’ampia area di indecisione, sulla quale è necessario intervenire con informazioni corrette e accessibili, affinché la scelta possa essere davvero libera e consapevole”. Il concetto che è emerso costante da ogni intervento, infatti, è quello che ha dato il titolo stesso all’evento: un piccolo gesto può generare altri gesti, una scelta può ispirarne un’altra, una forma di attenzione può trasformarsi in un cambiamento più grande. Esattamente come avviene in un domino.
Perché la solidarietà non è soltanto una risposta a un bisogno immediato, ma può diventare un investimento nel futuro. E il lascito solidale si inserisce proprio in questa prospettiva, come la naturale prosecuzione di un modo di vivere la generosità, senza limitarsi ad essere soltanto la destinazione di una parte del proprio patrimonio, ma la possibilità di continuare a sostenere, anche oltre la propria vita, persone, progetti e cause nelle quali si crede.
Attraverso questo evento, quindi, “Effetto domino” è diventato qualcosa di più di un titolo: una metafora della solidarietà come energia capace di propagarsi, dal tempo donato ogni giorno alla scelta di sostenere una causa, come dal gesto individuale rivolto alla costruzione di un bene comune. Perché ogni dono, anche il più piccolo, può essere l’inizio di qualcosa che va oltre chi lo compie.
E anche discuterne lo è, come si è fatto a lungo nel corso di questo evento, e come ha affermato la giornalista RAI Maria Soave, inaugurando l’inizio dei lavori: “questo è un appuntamento che parla più di vita che di morte, di valori che vanno oltre la nostra esistenza”.





