Demenze, Schillaci: 1,2 mln persone convolte, 35 mln da fondo Alzheimer
Presentato piano nazionale: 7 aree azione, da diagnosi a sostegno caregiver

“Le demenze sono veramente una sfida importante per la sanità pubblica nel nostro tempo. L’invecchiamento progressivo della popolazione, specialmente in Italia, rende sempre più urgente dare risposte che non solo guardino all’oggi, ma soprattutto al medio e lungo periodo. Dietro i numeri ci sono sempre persone, famiglie che hanno bisogni sanitari, assistenziali, sociali, che ci chiedono continuità, competenza, vicinanza. Questo ancora di più accade quando parliamo di demenze”. Lo ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenendo a Roma all’evento dal titolo ‘Le prospettive di sanità pubblica per le persone con demenza: verso il nuovo Piano nazionale demenze”. L’iniziativa, organizzata oggi in occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer, è in corso presso l’Auditorium Cosimo Piccinno del ministero della Salute.
“A livello globale oltre 55 milioni di persone convivono con una forma di demenza- ha proseguito il ministro- Ogni anno ci sono circa 10 milioni di nuovi casi. In Italia ci sono circa 1.200.000 persone con demenza, oltre la metà con Alzheimer, circa 900.000 con disturbi neurocognitivi lievi. Se poi consideriamo i familiari, i caregiver, sono coinvolte circa 6 milioni di persone, quasi il 10% della popolazione. Dati che ovviamente richiamano la nostra attenzione”. Ma in questi anni il ministero “non è rimasto fermo- ha evidenziato Schillaci- Con il Tavolo permanente sulle demenze, in collaborazione con l’Osservatorio Demenze dell’Istituto Superiore di Sanità, le Regioni, le province autonome, le associazioni dei familiari, le società scientifiche e gli esperti, abbiamo continuato a rafforzare gli interventi in questo settore. Un contributo importante è venuto dal Fondo per l’Alzheimer e le demenze, un fondo rinnovato, incrementato, con quasi 35 milioni per il periodo 2024-2026. Queste risorse hanno sostenuto diagnosi precoci, telemedicina, teleriabilitazione, stimolazione cognitiva, trattamenti psicoeducativi, supporto dei caregiver”.
Oggi, però, si compie un “ulteriore” passo in avanti: “Viene presentato infatti il nuovo Piano Nazionale Demenze 2027-2031, elaborato dal tavolo permanente che poi verrà trasmesso entro la fine del prossimo mese alla Conferenza Unificata- ha spiegato il ministro- Il nuovo documento recepisce le sette aree di azione del Piano Globale dell’OMS, le traduce in una strategia nazionale che guarda alla prevenzione, alla diagnosi, alle cure possibili, all’inclusione, al sostegno dei caregiver, ai sistemi informativi e alla ricerca. Il Piano definisce obiettivi, azioni, indicatori misurabili. Vogliamo sapere non solo quanto viene fatto, ma se migliora davvero la qualità dell’assistenza e della vita delle persone coinvolte. L’aggiornamento del Piano Nazionale Demenze si inserisce in una scelta precisa del Governo: colmare i ritardi accumulati nel tempo e restituire al Servizio Sanitario Nazionale strumenti che ci consentano una programmazione al passo con i tempi”.





