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Dalla ricerca alla pratica clinica: il collirio per la presbiopia

Un approfondimento del dottor Andrea Cusumano sul Corriere dei Ciechi illustra le recenti innovazioni per il trattamento della presbiopia tramite colliri a base di pilocarpina


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2โ€“3 minuti

Per milioni di persone la presbiopia rappresenta un passaggio fisiologico inevitabile legato allโ€™avanzare dellโ€™etร . Dopo i 40-45 anni, la perdita progressiva di elasticitร  del cristallino rende difficoltose le piรน comuni attivitร  a breve distanza. Se la risposta tradizionale รจ sempre stata l’uso degli occhiali da lettura, la ricerca scientifica ha recentemente aperto un nuovo canale terapeutico: i colliri in grado di migliorare la visione per vicino. L’attenzione della comunitร  scientifica si รจ concentrata sui farmaci a base di pilocarpina allo 0,4% (come il principio attivo Qlosi, approvato negli Stati Uniti). Il meccanismo non ripristina la capacitร  di accomodazione del cristallino, ma induce miosi, ossia la contrazione della pupilla, aumentando la profonditร  di fuoco e la nitidezza ottica senza alterare la visione da lontano.

L’efficacia e la sicurezza del principio attivo sono sostenute dai dati del trial clinico di Fase 3 GEMINI 1, pubblicato su JAMA Ophthalmology. Lo studio, condotto su 323 pazienti, ha dimostrato che l’instillazione giornaliera del collirio garantisce un miglioramento visivo entro 20-30 minuti, con un’efficacia prolungata per diverse ore e con effetti indesiderati per lo piรน lievi. Accanto al rigore dei trial clinici, la ricerca si รจ estesa alla verifica sul campo con lo studio Presbyopia Pathway Implementation Pilot (PPIP), presentato nel giugno 2026 all’American Optometric Association.

Questa indagine ha analizzato l’impatto del farmaco nella pratica quotidiana di otto centri optometrici americani, evidenziando una risposta altamente positiva: circa il 70% dei pazienti ha espresso un livello di soddisfazione elevato, mentre l’introduzione del trattamento ha persino favorito l’esecuzione di controlli preventivi piรน approfonditi. Come sottolinea il dottor Andrea Cusumano nel suo approfondimento: ยซLa ricerca continua a offrire nuove possibilitร  anche per un disturbo comune come la presbiopia. Come spesso accade in medicina, non esiste una soluzione valida per tutti. Disporre di nuove opzioni terapeutiche permette perรฒ di personalizzare sempre di piรน il trattamento, scegliendo insieme allo specialista la soluzione piรน adatta alle esigenze di ciascuna personaยป.

Smentito anche il timore che il farmaco possa sostituire del tutto l’ottica tradizionale: la terapia farmacologica non elimina l’occhiale, ma affianca i presidi esistenti offrendo una risposta integrativa fondamentale per restituire maggiore autonomia nelle attivitร  di ogni giorno.

Lโ€™articolo integrale di Andrea Cusumano รจ disponibile sul Corriere dei Ciechi n. 9, scaricabile dal sito www.uici.it.

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Autore: Redazione

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