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Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità: sì ad accesso atleti non paralimpici ai gruppi sportivi Tag:

Chiuso il Tavolo tecnico costituito e coordinato dall’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità sull’accesso ai gruppi sportivi militari e dei Corpi civili dello Stato da parte degli atleti con disabilità non paralimpici: sì all’accesso, ora è necessario un intervento normativo.


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Si sono conclusi i lavori del Tavolo tecnico costituito e coordinato dall’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità sull’accesso ai gruppi sportivi militari e dei Corpi civili dello Stato da parte degli atleti con disabilità non paralimpici: atleti di interesse nazionale che gareggiano in competizioni olimpiche o comunque di alto livello e presentano condizioni di disabilità o di salute non riconducibili alle classificazioni paralimpiche. Il Tavolo, al quale hanno partecipato i rappresentanti delle amministrazioni e degli organismi interessati, ha svolto un approfondito esame della disciplina vigente e delle possibili soluzioni, attraverso un confronto costante, qualificato e improntato alla collaborazione istituzionale.

All’esito dei lavori, è stata raggiunta una posizione unanime sulla necessità di un intervento normativo volto a colmare la lacuna esistente e a evitare che una condizione di disabilità o di salute, ove compatibile con l’attività agonistica, costituisca causa automatica di esclusione dalle procedure di accesso ai gruppi sportivi militari e dei Corpi civili dello Stato. In particolare, il Tavolo ha approvato all’unanimità una dichiarazione con cui evidenzia la necessità di assicurare che una patologia cronica compensata, quando compatibile con l’attività agonistica, non costituisca di per sé una causa automatica di esclusione. A tal fine, viene proposto un intervento di aggiornamento normativo, anche mediante modifica del decreto legislativo 28 febbraio 2021, n. 36, volto a consentire agli atleti di interesse nazionale che gareggiano in competizioni olimpiche o comunque di alto livello e presentano condizioni di disabilità o di salute non riconducibili alle classificazioni paralimpiche di accedere alle procedure di reclutamento. “La conclusione dei lavori del Tavolo- sottolinea il Collegio del’Autorità Garante, composto dal presidente, l’avvocato Maurizio Borgo, dal Componente Vicario, il professor Francesco Vaia, e dal Componente, l’ingegner Antonio Pelagatti- segna un passaggio importante: il confronto istituzionale ha consentito di individuare una posizione condivisa su una questione che incide concretamente sui diritti e sulle opportunità degli atleti con disabilità”.

“Il principio è chiaro: un atleta con disabilità che non rientra nelle classificazioni paralimpiche, ma gareggia in competizioni olimpiche o comunque di alto livello, non può restare escluso automaticamente dalle procedure di accesso ai gruppi sportivi quando la sua condizione sia compatibile con l’attività agonistica. La tutela della salute, della sicurezza e delle specificità degli ordinamenti resta imprescindibile- aggiunge il Collegio del’Autorità Garante- ma deve accompagnarsi a regole aggiornate e a valutazioni non discriminatorie”. Il percorso individuato dal Tavolo trova ora un primo seguito sul piano istituzionale. Il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, sta infatti lavorando alla definizione dell’intervento normativo necessario a dare attuazione alla soluzione condivisa emersa dal confronto.

“Il principio dello ‘sport per tutti’ che rappresenta la naturale proiezione del comma 7 dell’articolo 33 della nostra Costituzione- dichiara Abodi- deve tradursi in opportunità concrete, senza che una condizione di disabilità o un particolare stato di salute, quando compatibile con la pratica agonistica, possa diventare una barriera alla realizzazione del proprio percorso sportivo”. “Lo sport- prosegue l’esponente del governo- è un formidabile strumento che incide positivamente sul benessere psicofisico delle persone di ogni età, è prevenzione e cura con effetti sempre più misurabili scientificamente, così come rappresenta un modo per includere chi lo pratica contribuendo alla coesione sociale, accorciando le distanze e offrendo a ciascuno la possibilità di migliorare e di esprimere il proprio talento.

Per rendere concreta questa visione è fondamentale la collaborazione tra tutte le istituzioni coinvolte nell’ambito del sistema sportivo”. “In questo percorso- sottolinea il ministro- la stretta collaborazione con il ministero della Difesa è determinante e trova un riferimento importante nel ‘Protocollo quadro sullo sport’ che abbiamo sottoscritto e grazie al quale si condivide formalmente l’esigenza di attualizzare i regolamenti sportivi militari, adeguandoli alla realtà dello sport contemporaneo e ai principi di inclusione e pari opportunità. L’obiettivo al quale abbiamo lavorato in questi mesi è intervenire legislativamente, ispirandosi al modello introdotto per gli atleti paralimpici, per consentire di estendere tutele e opportunità anche agli atleti di interesse nazionale con patologie croniche compensate, quando ovviamente le loro condizioni siano compatibili con l’attività agonistica”.

Andrea Abodi precisa che “non si tratta di abbassare gli standard di tutela della salute e della sicurezza, che restano imprescindibili, ma di assicurare valutazioni appropriate, aggiornate e non discriminatorie. Ringrazio l’avvocato Maurizio Borgo, il professor Francesco Vaia e l’ingegner Antonio Pelagatti, rispettivamente Presidente, Componente Vicario e Componente dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, per il costante confronto che ha come obiettivo comune il superamento di un impianto normativo e regolamentare ormai obsoleto e non più adeguato ai cambiamenti dello sport e della società, per costruire un sistema nel quale il merito sportivo possa essere riconosciuto senza discriminazioni”. La vicenda era stata portata all’attenzione delle istituzioni competenti a partire dalla segnalazione riguardante una nuotatrice di livello olimpico con disabilità sensoriale, che aveva rappresentato di non aver potuto accedere, in due occasioni, al Gruppo sportivo ‘Fiamme Oro’ per l’impossibilità di conseguire l’idoneità al servizio richiesta per l’accesso degli atleti olimpici ai gruppi sportivi. Il caso ha evidenziato una criticità più ampia: alcuni atleti di interesse nazionale partecipano a competizioni olimpiche o comunque di alto livello ma, non gareggiando in competizioni paralimpiche e non rientrando nelle relative classificazioni, non possono accedere neppure alle procedure specificamente previste per gli atleti paralimpici.

In questo modo rischiano di restare esclusi sia dalle procedure ordinarie sia da quelle riservate agli atleti paralimpici. Nel corso dei lavori, il Tavolo ha escluso che la problematica possa essere risolta attraverso sole modifiche regolamentari dei singoli ordinamenti, poiché tale strada non garantirebbe un’applicazione uniforme e non sarebbe praticabile nei casi in cui i requisiti di accesso siano stabiliti da norme di rango legislativo. L’Autorità Garante esprime apprezzamento per il contributo offerto dai rappresentanti delle amministrazioni e degli organismi partecipanti, il cui impegno ha consentito di arrivare a una soluzione condivisa e unanimemente approvata.

Gli esiti dei lavori sono stati trasmessi ai ministeri competenti, al Coni e al Cip, affinché possano assumere, per quanto di rispettiva competenza, le conseguenti determinazioni e valutare le iniziative necessarie alla definizione del relativo intervento normativo.

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Autore: Redazione

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