Salute e Benessere

A Ostia un progetto di pet therapy per persone con disabilità

L’iniziativa punta a integrare i tradizionali percorsi assistenziali, sanitari e riabilitativi con attività strutturate basate sulla relazione uomo-animale


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Promuovere il benessere, la socializzazione e l’autonomia delle persone con disabilità attraverso la relazione con gli animali. È l’obiettivo del progetto di pet therapy, con interventi assistiti con gli animali (Iaa) ed educazione assistita con gli animali (Eaa), presentato a Ostia nel corso dell’evento ‘Insieme senza barriere’, organizzato da A-Team Dog Village. L’iniziativa punta a integrare i tradizionali percorsi assistenziali, sanitari e riabilitativi con attività strutturate basate sulla relazione uomo-animale.

A prendere parte all’iniziativa, tra gli altri, l’assessore all’Inclusione sociale e servizi alla persona della Regione Lazio, Massimiliano Maselli: “La pet therapy è senza ombra di dubbio uno strumento importantissimo per il benessere fisico, emotivo e sociale delle persone con disabilità- ha detto- Attraverso il legame con i nostri amici animali, selezionati per il loro temperamento docile e la capacità di interagire positivamente con le persone, si scopre un modo naturale e coinvolgente per sviluppare abilità, alleviare lo stress e promuovere la socializzazione. Con attività strutturate, come il gioco o la cura degli animali, le persone con disabilità possono trarre benefici significativi che integrano le terapie tradizionali”.

Secondo la direttrice generale dell’Asl Roma 3, Laura Figorilli, la pet therapy rappresenta “certamente un prezioso valore aggiunto nei percorsi di assistenza alle persone con disabilità. La relazione con l’animale può favorire comunicazione, socialità, partecipazione e benessere, integrando i percorsi sanitari e riabilitativi- ha evidenziato- In questo senso ricordo che, come Asl, crediamo in un modello di cura sempre più centrato sulla persona, capace di valorizzarne non solo i bisogni clinici, ma anche la dimensione relazionale ed emotiva. Investire in questi interventi significa promuovere una sanità più inclusiva, personalizzata e attenta alla qualità della vita”.

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Autore: Redazione

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