Malattie professionali, Inail: Nel 2025 picco denunce
ร stata presentata la Relazione annuale Inail dedicata alle patologie lavoro-correlate

Dal focus statistico che la Relazione annuale Inail dedica alle patologie lavoro-correlate emerge che nel 2025 le malattie professionali denunciate allโIstituto sono salite a quota 98.312, segnando il picco piรน alto degli ultimi 26 anni e quadruplicando le circa 25mila denunce del 2000. Rispetto alle 88.338 denunce protocollate nel 2024, lโincremento รจ dellโ11,3%, pari a circa 10mila casi in piรน. Lโandamento mostra un marcato e continuo rimbalzo successivo al primo anno pandemico (nel 2020 le denunce erano scese a circa 45 mila a causa del lockdown e delle difficoltร di accesso ai servizi sanitari). I dati sono stati illustrati questa mattina a Roma, presso lโAula dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati, in occasione della presentazione della Relazione annuale 2025 Inail. Le patologie per gestione assicurativa e settore di attivitร .
Lโ83,6% delle malattie professionali denunciate nel 2025 fa capo alla gestione Industria e servizi, il 15,6% allโAgricoltura e lo 0,8% al conto Stato. Rispetto al 2024, si osserva una crescita delle denunce in tutte le gestioni: +11,7% nellโIndustria e servizi (82.218 denunce, 8.624 in piรน), +9,6% in Agricoltura (15.340 denunce, 1.339 in piรน) e +1,5% per i dipendenti in conto Stato (754 denunce, 11 in piรน). Nellโambito della gestione Industria e servizi, oltre la metร delle denunce si concentra in due settori: le Costruzioni (circa 20mila casi, pari al 30% dei casi codificati) e il comparto manifatturiero (17mila denunce, 26%). Nel Manifatturiero spiccano per numerositร lโindustria alimentare e la fabbricazione di prodotti in metallo, con quasi tremila denunce ciascuna.
Seguono il Commercio (settemila casi), la Sanitร e assistenza sociale (cinquemila) e il Trasporto e magazzinaggio (oltre quattromila). Nel 2025 lโarea geografica con il maggior numero di patologie denunciate รจ il Mezzogiorno con 37.430 casi, seguito dal Centro con 34.620 e dal Nord con 26.262. A livello regionale il primato รจ della Toscana con 16.438 denunce (pari al 16,7% del totale), seguita da Puglia (11.188) e Abruzzo (8.695). Gli incrementi percentuali piรน elevati rispetto al 2024 si registrano in Molise (+68,2%, da 1.132 a 1.904 casi), in Valle dโAosta (+61,0%, da 41 a 66) e nella provincia autonoma di Trento (+26,8%, da 339 a 430), con gli unici decrementi percentuali in Sardegna (-6,0%), Umbria (-2,2%) e Lazio (-1,0%).
LโANALISI PER TIPOLOGIA DI MALATTIA – Secondo la classificazione internazionale Icd-10 le malattie professionali piรน frequenti continuano a essere quelle muscolo-scheletriche, che con 70mila denunce rappresentano tre casi su quattro codificati. Allโinterno di questa categoria prevalgono i disturbi dei tessuti molli (epicondiliti, sindrome della cuffia dei rotatori, lesioni della spalla) e le dorsopatie (disturbi, degenerazioni ed ernie dei dischi intervertebrali). Seguono con oltre 11mila casi (12,1% del totale) le malattie del sistema nervoso (con netta prevalenza delle sindromi del tunnel carpale, raddoppiate rispetto al 2010) e con quasi seimila denunce (6,1%) le malattie dellโorecchio (ipoacusie e sorditร , in ripresa dopo i cali storici). I tumori professionali superano i 2.400 casi, mentre le malattie respiratorie sfiorano le duemila denunce.
I TUMORI PRIMA CAUSA DI MORTE – Sebbene numericamente inferiori ad altre patologie, i tumori rappresentano la prima causa di morte tra i tecnopatici. Dei tumori denunciati e definiti positivamente nel 2025 – 1.033 casi alla data di rilevazione dello scorso 30 aprile – ben due su tre sono asbesto-correlati. Circa la metร delle neoplasie riconosciute รจ rappresentata da mesoteliomi della pleura, seguiti da tumori maligni di bronchi e polmone (un quarto) e tumori della cute (uno su 10). Lโanalisi per settore di attivitร economica evidenzia che oltre il 60% dei tumori riconosciuti si concentra nellโIndustria, con la Metalmeccanica e le Costruzioni maggiormente esposte ai tumori mesoteliali e respiratori, mentre in Agricoltura prevalgono melanomi e altri tumori della cute legati allโesposizione solare.
LE DIFFERENZE DI GENERE – Il 74,3% delle denunce di malattie professionali riguarda gli uomini e il 25,7% le donne, quote che si mantengono stabili nel quinquennio 2021-2025. Le patologie muscolo-scheletriche rappresentano la componente principale per entrambi i generi: il 74,3% dei casi codificati per i lavoratori e il 78,4% per le lavoratrici. Si riscontra invece una maggiore incidenza per le donne nelle malattie del sistema nervoso (16,8% delle denunce femminili rispetto al 10,5% di quelle maschili). Tra gli uomini, al contrario, pesano maggiormente le patologie dellโorecchio (8,0% contro lo 0,9% femminile), i tumori (3,2% contro lo 0,9% delle donne) e le malattie respiratorie (2,6% contro lo 0,8%). I disturbi psichici e comportamentali si attestano a poco piรน di 600 denunce complessive: 271 per i lavoratori e 331 per le lavoratrici.
I LAVORATORI STRANIERI – Per i lavoratori nati allโestero si registra un forte aumento delle denunce di malattia professionale, che passano dalle 7.656 del 2024 alle 9.073 del 2025, segnando un incremento del 18,5%, decisamente piรน alto rispetto al +10,6% dei lavoratori nati in Italia. Una tendenza che conferma la crescita costante dellโincidenza dei lavoratori stranieri sul totale delle patologie denunciate, passata dal 7,5% del 2021 al 9,2% del 2025. Le denunce riguardano le malattie e non i lavoratori ammalati, che nel 2025 sono stati 63.136, in aumento dellโ8,8% rispetto ai 58.038 del 2024 e del 44,4% rispetto al 2019 (circa 44mila lavoratori). Nel 2025 si registra una media di 1,6 denunce per ogni lavoratore (rispetto alle 1,04 del 2000), effetto delle cosiddette denunce โplurimeโ, tipiche in particolare delle patologie muscolo-scheletriche, dove a un unico rischio lavorativo possono corrispondere piรน denunce per differenti distretti anatomici compromessi.
IL TREND DAL 2000 A OGGI – Lโandamento storico delle denunce di malattie professionali evidenzia piรน fasi: dalla sostanziale stabilitร del fenomeno tra il 2000 e il 2008, allโincremento fino al 2019, al crollo nel 2020 e alla ripresa successiva. Diversi fattori hanno influenzato questo andamento: gli adeguamenti normativi, le campagne di sensibilizzazione tese ad accrescere la consapevolezza dei rischi lavorativi e delle tutele assicurative e gli eventi eccezionali come la pandemia da Covid-19, che ha riportato il numero delle denunce ai livelli di 10 anni prima, in conseguenza del lockdown e della difficoltร di accesso ai servizi sanitari e ai percorsi diagnostici necessari per istruire la pratica di denuncia. La crescita costante delle malattie denunciate negli ultimi anni non riflette quindi necessariamente un peggioramento delle condizioni di lavoro, ma evidenzia piuttosto unโefficace emersione del sommerso, frutto di una maggiore consapevolezza dei lavoratori, dellโazione capillare dei patronati, della tempestivitร dei medici certificatori e dellโadeguamento delle tabelle delle patologie riconosciute.





