Beni Culturali

Carini, apre per la prima volta al pubblico il mosaico De Spuches-Galati: visita gratuita promossa da BCsicilia

Per la prima volta il pubblico potrร  ammirare il monumentale mosaico De Spuches-Galati, custodito nellโ€™ex convento di San Rocco a Carini. La visita guidata gratuita si terrร  venerdรฌ 11 settembre 2026, alle ore 21.30, in corso Giuseppe Garibaldi 176.


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2โ€“3 minuti

A condurre i partecipanti alla scoperta dellโ€™importante pavimento musivo sarร  Giuseppe Randazzo, storico dellโ€™arte, Presidente della sezione locale di BCsicilia e coautore del volume โ€œIl mosaico De Spuches/Galatiโ€. Sarร  presente Alfonso Lo Cascio, Presidente regionale di BCsicilia.

Lโ€™iniziativa รจ promossa dalla sezione BCsicilia di Carini e dal Comune. La prenotazione รจ obbligatoria al numero 333 9416984.
Il pavimento musivo proviene da una villa di epoca tardo-romana rinvenuta nel 1873 in contrada San Nicola, nel territorio di Carini, da Giuseppe De Spuches, principe di Galati. Con la sua superficie complessiva di circa 142 metri quadrati, costituisce una preziosa testimonianza dellโ€™antica Hykkara in etร  tardo-romana. Il raffinato apparato decorativo รจ composto da motivi geometrici, corone dโ€™alloro, ghirlande floreali, uccelli e pavoni.

La storia del mosaico รจ lunga e travagliata. Subito dopo la scoperta, per sottrarlo alla distruzione da parte degli operai impegnati nei terreni di contrada San Nicola, il principe De Spuches decise di acquistarlo e di trasferirne gran parte โ€“ a eccezione della porzione absidale โ€“ nel proprio palazzo di via Ruggero Settimo, a Palermo. Qui il pavimento venne ricomposto allโ€™interno di una grande sala e vi rimase per oltre un secolo.

Nel 1975 Antonino De Spuches, discendente del principe di Galati, mise in vendita il palazzo. Tra i possibili acquirenti vi fu anche Renato Guttuso, interessato proprio allโ€™ala dellโ€™edificio che custodiva il mosaico. Secondo un curioso aneddoto, tuttavia, la moglie del pittore, Mimise, riteneva che i pavoni raffigurati nellโ€™opera fossero portatori di sventura. Guttuso acquistรฒ quindi unโ€™altra parte dellโ€™immobile, escludendo quella nella quale si trovava il prezioso pavimento.

Dopo ulteriori vicissitudini, nel 1999 il mosaico venne definitivamente acquisito dalla Regione Siciliana e trasferito nei depositi dellโ€™Albergo delle Povere, a Palermo. Tra il 2007 e il 2014 i pannelli furono ricomposti ed esposti nellโ€™Oratorio di San Filippo Neri allโ€™Olivella. Successivamente lโ€™intero complesso fu riportato a Carini e collocato nellโ€™ex convento di San Rocco, tornando cosรฌ, dopo quasi centocinquantโ€™anni, nel territorio dal quale proveniva.

Il restauro dei settantasei pannelli รจ stato curato dalla Soprintendenza per i Beni culturali e ambientali di Palermo, sotto la direzione di Rosa Maria Cucco, ed eseguito dallโ€™impresa specializzata di Ivana Mancino. Un delicato intervento di pulitura e recupero che ha interessato anche una serie di frammenti piรน piccoli, mai esposti nellโ€™Oratorio di San Filippo Neri per ragioni di spazio.
La visita offrirร  dunque unโ€™occasione eccezionale per conoscere da vicino uno dei piรน significativi reperti archeologici restituiti dal territorio di Carini e ripercorrerne lโ€™avventurosa storia: dalla scoperta ottocentesca al salvataggio, dai successivi trasferimenti fino al ritorno nel luogo delle sue origini.

 

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Autore: Redazione

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