Cronaca

Francesco Vaia: “Dopo Pietralata non cali il silenzio, servono sostegni reali”

“La tragedia di Pietralata non deve scomparire insieme all’emozione di questi giorni”. Lo ha detto Francesco Vaia, componente vicario dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità al XXI Convegno nazionale sulla Qualità della vita delle persone con disabilità


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“La tragedia di Pietralata non deve scomparire insieme all’emozione di questi giorni. La disabilità della piccola Bianca non può essere raccontata come la causa di quanto è accaduto: la disabilità non è una condanna né una maledizione”. Lo ha detto Francesco Vaia, componente vicario dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, intervenendo al XXI Convegno nazionale sulla Qualità della vita delle persone con disabilità, organizzato dall’Università degli Studi di Brescia e dalla Fondazione Sospiro.
Un intervento che va esattamente nella direzione del “non dimenticare” e non abbassare la guardia. Perché – ha ricordato Vaia “questa vicenda ci interroga sulla solitudine, sulla paura del futuro e sul peso che l’assistenza quotidiana può assumere quando una famiglia non si sente realmente accompagnata- ha aggiunto Vaia, sottolineando che -essere presi in carico non sempre significa essere o sentirsi davvero sostenuti”.

Per Vaia, una presa in carico autentica “non può esaurirsi in una prestazione o in una pratica amministrativa”, ma deve garantire continuità, sostegno psicologico, domiciliarità, interventi di sollievo e un riferimento pubblico certo.
“Come medico di sanità pubblica ho imparato che non basta intervenire quando il bisogno è diventato emergenza: bisogna esserci prima- ha detto Vaia- Dobbiamo cercare gli invisibili e raggiungere chi non riesce a far arrivare la propria voce”.

Vaia ha inoltre assicurato l’impegno dell’Autorità nel monitoraggio del Terzo Piano d’Azione per la disabilità: “Nessun Piano può dirsi realizzato solo perché scritto o approvato. Dovremo misurarne gli effetti concreti sulla vita delle persone e delle famiglie”.
Infine, forte l’appello ai media: “Dopo Pietralata non deve calare il silenzio. Cercate gli invisibili, raccontare la disabilità nella vita di tutti i giorni. Non possiamo parlare di disabilità soltanto quando una tragedia conquista la prima pagina. Raccontate anche la disabilità quotidiana, le esperienze di autonomia, i percorsi di vita indipendente e inclusione lavorativa. Ascoltate direttamente le persone con disabilità e le loro famiglie e non raccontatele attraverso la pietà, ma attraverso i loro diritti e le loro possibilità”.

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Autore: Redazione

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