Il Corriere dei Ciechi

Pietra, suono e memoria: l’arte senza barriere al Castello dei Ventimiglia

Il Castello dei Ventimiglia a Castelbuono (Palermo) rinnova i propri spazi grazie ai fondi PNRR, abbattendo barriere architettoniche e cognitive.


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Sulle alture delle Madonie, dove la pietra medievale incontra la memoria secolare della Sicilia, la fortezza si spoglia della sua antica natura di luogo inaccessibile per farsi soglia aperta e accogliente. Il Castello dei Ventimiglia, sede del Museo Civico di Castelbuono, ha avviato una profonda metamorfosi sostenuta dai fondi PNRR per la rimozione delle barriere fisiche e cognitive, trasformando il rigore di un monumento del XIV secolo in una dimora viva e universale della cultura.

L’opera di rinnovamento ha affrontato la sfida piรน complessa: conciliare la tutela del patrimonio storico con il diritto universale alla fruizione. Attraverso un sapiente sistema di ascensori e la riprogettazione dei percorsi, il castello ha superato la sua stessa verticalitร  per accogliere ogni visitatore. Ma come sottolinea l’autore dellโ€™articolo Alessio Tommasoli, il vero cambio di paradigma non risiede unicamente nella pietra o nei dislivelli superati: risiede nel modo di raccontare l’arte. ยซIl progetto trasforma cosรฌ la visita in unโ€™esperienza costruita attraverso piรน sensi, superando di gran lunga lโ€™esperienza univoca della percezione visivaยป.

Nelle sezioni sacre e tra le navate della Cappella Palatina, la narrazione si fa materia sensoriale. Emerge in questo contesto Revelata, unโ€™installazione multisensoriale dove la voce di Isabella Ragonese guida l’ascoltatore in un racconto sonoro, mentre luci automatizzate rivelano la trama dei dettagli e dei simboli. L’accessibilitร  diventa cosรฌ esplorazione tattile e acustica: persino le opere piรน preziose dell’arte siciliana, come il celebre busto argenteo di Santโ€™Anna, si offrono all’esplorazione diretta delle dita e dell’ascolto, donando a chiunque una nuova profonditร  di conoscenza.

A completare questa trama tra antico e contemporaneo intervengono la Civic Museum Guide e le iniziative nate dal progetto Tutti Inclusi (promosso dallโ€™Associazione Glenn Gould ETS con la Fondazione Con il Sud), a dimostrazione di come la tecnologia possa farsi ponte poetico tra la memoria dell’edificio e la sensibilitร  del visitatore. Il Castello dei Ventimiglia dimostra che la vera conservazione puรฒ diventare una promessa di condivisione. La fortezza si trasforma in un laboratorio dove tutela e innovazione camminano insieme, restituendo il patrimonio culturale come una casa aperta, finalmente, a tutti.

Lโ€™articolo integrale di Alessio Tommasoli รจ disponibile sul Corriere dei Ciechi n. 9, scaricabile dal sito www.uici.it.

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Autore: Silvia Colombini

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