In memoria di Francesco Guccini. Il poeta del tempo perduto, e ritrovato
Francesco Guccini รจ molto piรน di un cantautore: con canzoni e libri ha trasformato poesia, letteratura e memoria in un racconto universale, lasciando un’ereditร fatta di libertร , emozioni e amore per la lettura.

Definirlo cantautore รจ riduttivo. Francesco Guccini ha scritto canzoni, รจ vero, ma nei suoi testi, nelle sue parole cโรจ poesia, letteratura, vita vera. Cโรจ una geografia sotterranea che non si misura in chilometri, ma in echi, nostalgie e stanze annebbiate dal fumo di una sigaretta. Cโรจ il suo mondo, che รจ anche il nostro. Con il suono della sua voce, unica e inconfondibile, autorevole e avvolgente, ha raccontato tutto. Con un lessico sofisticato e diretto, raffinato e al contempo popolare, ha scolpito immagini rimaste per sempre dentro di noi: le cose che non avrebbe mai previsto, la lunga strada diritta che correva verso l’orizzonte, la fiaccola antica dellโanarchia. La sua Emilia, Pร vana, le ingiustizie del mondo, lโamore, la rabbia, la giovinezza sfuggente e la vecchiaia, lโitaliano e il dialetto.
Guccini voleva fare lo scrittore, e lโha fatto davvero.
L’ha fatto con i suoi libri e con la prosa dei suoi brani. I luoghi che ha descritto sono diventati mete di pellegrinaggio dell’anima: Via Paolo Fabbri 43, le penombre delle osterie bolognesi, il profilo severo delle sue montagne. Varcare quelle soglie significa riconoscere, nelle vicende che lui cantava con ruvida dolcezza, la trama esatta delle nostre esistenze.
Le sue parole sono entrate nelle nostre anime perchรฉ ci hanno permesso di conoscere, e di riconoscere, in quelle storie di cui lui cantava, anche la nostra. ร questa la magia suprema della memoria e della grande poesia: basta un solo verso, la vibrazione di una corda di chitarra, per spalancare un’epoca intera. In un istante ritroviamo chi eravamo la prima volta che abbiamo ascoltato quel brano, la luce di quel giorno, la persona che avevamo accanto.
Quando la vista ha iniziato a tradirlo a causa della maculopatia, impedendogli di scorrere le righe sulle pagine amate, Guccini ha confessato con pudore: ยซLa mia vera professione era quella di leggere libriยป.
Come si fa a non amare una dichiarazione cosรฌ, pronunciata da un uomo che ha saputo trasformare l’ascolto in scrittura e le canzoni nei romanzi piรน belli della nostra storia? Francesco Guccini ci lascia in ereditร la libertร piรน grande: quella di saper sfidare il tempo e di ritrovare, in una nota, tutto ciรฒ che credevamo perduto per sempre.
Silvia Colombini ha pubblicato molti romanzi, tra gli altri โHotel Pauraโ (Vallecchi Editore), da cui รจ stato tratto il film diretto con Sergio Castellitto, โKinki una notte lunga quarantโanniโ (Damiani Editore), โAlice in Bradpittlandโ (Transeuropa), โMiranda Machine a Piazza Danteโ (DeriveApprodi) e โTempo persoโ (Eretica Edizioni)





