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Misteri, miti e letteratura: l’anima segreta di Capri

Un viaggio nellโ€™anima piรน misteriosa di Capri tra miti antichi, vicende imperiali, artisti visionari e dimore leggendarie che hanno trasformato lโ€™isola in un simbolo universale di bellezza e fascino.


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2โ€“3 minuti

Ogni approdo a Capri รจ un viaggio verso una parte inesplorata dellโ€™anima. Avvicinandosi alle sue pareti di roccia a picco sul mare si ha la sensazione di attraversare un confine: Capri รจ teatro eterno di pulsioni opposte, dove la cronaca si trasforma in intrigo e il sogno diventa realtร . รˆ la patria del verosimile e dell’azzurra follia, capace di attrarre per secoli artisti, sovrani, visionari e spiriti inquieti. Fin dall’antichitร  l’isola รจ stata identificata con luoghi leggendari: da Antemussa, il prato fiorito di asfodeli dimora delle Sirene omeriche, alle spelonche e grotte marine popolate da spiriti, mostri e divinitร  pagane.

Ma รจ la figura dell’imperatore Tiberio (Timberio, come lo chiamano affettuosamente gli isolani) ad aver impresso il segno piรน profondo nell’immaginario collettivo. Considerato l’eroe tragico e il “principe nero” dell’isola, Tiberio ha alimentato per secoli favole di tesori nascosti ,come il leggendario cavallo d’oro sotterrato nei suoi giardini, e storie di schiavi e nemici fatti precipitare dalle sue imponenti rupi. Capri รจ stata teatro di oscure trame imperiali, come il tragico esilio e l’assassinio di Crispina e Lucilla (rispettivamente moglie e sorella di Commodo), ma anche l’ispiratrice dell’opera L’isola dei morti di Arnold Bรถcklin, affascinato dai resti romani dello scoglio del Monacone. A partire dall’epoca del Grand Tour, Capri รจ diventata la meta d’elezione e il rifugio di una straordinaria comunitร  intellettuale e artistica internazionale. Tra le sue vie e i suoi sentieri hanno passeggiato Andersen, Dumas, Nietzsche, Rilke, Gorkij e D.H. Lawrence.

L’isola รจ stata teatro di vite fuori dal comune. Il Barone Fersen: scrittore nevrotico ed eccentrico, sfuggรฌ agli scandali parigini rifugiandosi a Capri, dove fece edificare la splendida Villa Lysis in stile Liberty, a poca distanza dalle rovine di Villa Jovis. Curzio Malaparte: nel 1938 fece realizzare su Punta Massullo la sua stravagante dimora, la Casa come me, straordinario esempio di integrazione tra architettura razionalista e natura incontaminata.

Il simbolo piรน radioso di questa attrazione fatale per l’isola รจ rappresentato dal medico e scrittore svedese Axel Munthe (1857-1949). Folgorato dalla bellezza di Capri ad appena diciotto anni dopo aver risalito i 777 gradini della Scala Fenicia, Munthe decise che ad Anacapri avrebbe edificato il suo luogo dell’anima. Sulle rovine di una cappella medievale e tra i resti di antiche strutture imperiali, nacque Villa San Michele: un’opera d’arte totale immersa nella luce mediterranea.

Tra portici, pergolati di glicine e terrazze affacciate sul Golfo di Napoli, Munthe raccolse reperti romani, sarcofagi e sculture, ponendo a guardia dell’immensitร  del mare la celebre Sfinge di granito rosso. Oggi la villa, lasciata in ereditร  allo Stato svedese, continua a vegliare sull’isola: un monumento aperto al mondo che testimonia come Capri sia, ieri come oggi, un’incessante fabbrica di sogni, miti e bellezza.

Gli interventi completi di Renato Esposito e Francesca Graziano su Capri sono disponibili nellโ€™ultimo numero di โ€œSonorama” n.7/8 su CD Mp3 con abbonamento annuo gratuito.

Per maggiori informazioni www.uici.itย o scrivere alla redazione all’indirizzo redazionesonorama@uici.it.

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Autore: Silvia Colombini

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