Istruzione

Centotto porte verso il futuro: “Liberi di scegliere”

Via libera ai fondi regionali. 108 scuole siciliane in prima linea per strappare i giovani ai clan con laboratori, cultura e legalità


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C’è un’alternativa concreta all’eredità invisibile del crimine organizzato, e parte proprio dai banchi di scuola. Con uno stanziamento complessivo di 1,5 milioni di euro, fino a 15 mila euro destinati a ciascun istituto, la Regione Siciliana ha dato il via libero al finanziamento di 108 progetti scolastici. Si tratta dell’attuazione della legge regionale “Liberi di scegliere”, un piano strategico promosso dall’Assessorato all’Istruzione per offrire una via d’uscita concreta a minori, giovani e famiglie che intendono recidere ogni legame con la criminalità.

Su 164 candidature pervenute dagli istituti dell’Isola, oltre cento scuole riceveranno le risorse necessarie per strutturare interventi mirati contro la dispersione scolastica, la povertà educativa e la devianza giovanile. La misura attua la legge approvata all’unanimità dall’Assemblea Regionale Siciliana: un testo normativo all’avanguardia che garantisce protezione sociale, tutoraggio e opportunità di riscatto a donne, minori e giovani adulti pronti a dissociarsi dai contesti mafiosi di provenienza.

Un’iniziativa su cui il Presidente della Regione, Renato Schifani, esprime un giudizio netto: «I progetti presentati sono la dimostrazione tangibile di come la legge “Liberi di scegliere” riesca a intercettare le esigenze della società. Prima fra tutte, quella di proporre alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi percorsi specifici che possano garantire, insieme alla formazione e all’educazione, anche protezione sociale e l’inserimento nel mondo del lavoro: tra gli antidoti più efficaci per contrastare le scorciatoie proposte dalla criminalità organizzata».

I moduli formativi, modulati in base all’età degli studenti e realizzati anche in collaborazione con le università siciliane, puntano a sviluppare una solida coscienza civica. I laboratori verteranno sull’analisi critica del fenomeno mafioso, sulla prevenzione del disagio giovanile e sull’educazione alla legalità. Nel corso dell’anno scolastico 2026/2027, le scuole avvieranno e realizzeranno concretamente le attività finanziate. Non semplici lezioni teoriche, ma veri e propri cantieri di cittadinanza attiva.

Perché dare a un giovane gli strumenti per pensare, studiare e lavorare significa restituirgli la libertà più grande: quella di scegliere da che parte stare. Centotto porte aperte sul futuro. Da oggi, per centinaia di ragazzi siciliani, scegliere di essere liberi non è più un sogno impossibile.

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Autore: Redazione

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