“60 anni per la Natura”: celebriamo il WWF Italia e le sue Oasi senza barriere
In occasione del sessantesimo anniversario dalla sua fondazione, il WWF Italia promuove la fruizione inclusiva e multisensoriale delle sue oltre cento Oasi.

Nel sessantesimo anniversario della sua fondazione, il WWF Italia celebra un percorso che ha trasformato la conservazione della biodiversità in un’esperienza universale. Come racconta Marco Galaverni, responsabile Oasi WWF, la protezione degli ecosistemi è passata dall’essere una misura puramente difensiva a un diritto fondamentale per ogni cittadino, valorizzando la ricchezza sensoriale dell’ambiente.
Le oltre cento Oasi sul territorio nazionale sono nate come scrigni di biodiversità e si sono evolute in spazi inclusivi. Eliminare le barriere significa permettere a chiunque, compresi i visitatori non vedenti e ipovedenti, di connettersi con l’ecosistema attraverso l’udito, l’olfatto e il tatto: dal fruscio del vento tra le foglie al profumo del terreno umido, fino alla superficie ruvida delle cortecce.
In questa cornice si inseriscono progetti pilota e strutture dedicate diffuse in tutta Italia:
- Sentieri a piedi nudi e percorsi tattili: esperienze pioniere come quelle dell’Oasi di Ripa Bianca di Jesi, delle Saline di Trapani e della Riserva delle Cesine in Puglia, dove camminare su superfici differenti diventa una mappa sensoriale.
- Musei e installazioni acustiche: il percorso multisensoriale del museo BioMa nella Riserva marina di Miramare a Trieste, dotato di audioguide, “docce acustiche” per i suoni marini e una vasca tattile.
- Pratiche immersive e Forest-bathing: percorsi certificati per lo shinrin-yoku (il “bagno di foresta” giapponese) presso l’Oasi di Macchiagrande, il Cratere degli Astroni e i Ghirardi, pensati per una camminata lenta e consapevole.
- La musica della natura: eventi acustici nel vulcano spento degli Astroni o progetti come Plants Play, che convertono le attività fisiologiche delle piante in segnali sonori.
«Non si tratta di portare rumore nella natura, ma di aiutare le persone ad ascoltare meglio la straordinaria colonna sonora di ciascuna Oasi. […] La natura ci fa sognare, riduce il nostro livello di stress, aumenta il nostro benessere, stimola la nostra creatività, ma anche il nostro sistema nervoso e la risposta immunitaria».
Guardando al futuro, il messaggio del WWF è un invito a rallentare. Tutelare il Pianeta significa riscoprire un ritmo profondo in armonia con la natura, trasformando l’accessibilità da principio tecnico a scelta culturale per il benessere di tutti.
L’intervista integrale a Marco Galaverni è disponibile sul Corriere dei Ciechi n. 9, scaricabile dal sito www.uici.it.





