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Non sprecare cibo è un atto di responsabilità, anche in estate

In occasione della Giornata Internazionale del Gusto, Carmelo Colletta riflette sul valore del cibo come cultura e responsabilità, proponendo piccoli gesti quotidiani per ridurre gli sprechi e vivere l’estate con maggiore consapevolezza.


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Con la Giornata Internazionale del Gusto del 1° luglio si è riacceso il riflettore sul valore profondo del cibo. Un concetto che, come sottolinea Carmelo Colletta, va oltre la semplice nutrizione e abbraccia la consapevolezza con cui scegliamo, conserviamo e consumiamo ciò che portiamo in tavola, specialmente durante i mesi estivi. In Italia ogni anno vengono sprecate oltre 5 milioni di tonnellate di cibo, di cui il 21% tra le mura domestiche, per un valore medio di 145 euro a famiglia. Gettare via un alimento significa vanificare il lavoro della filiera agricola, oltre a sprecare acqua, suolo, energia e generare emissioni di CO₂ inutili.

Proprio durante la bella stagione, tra temperature alte, pranzi al sacco e routine stravolte, la gestione del cibo richiede maggiore attenzione. Trasformare la consapevolezza in azione richiede pochi e semplici gesti: pianificare la spesa estiva evitando acquisti impulsivi di prodotti deperibili, distinguere tra “data di scadenza” e “da consumarsi preferibilmente entro”, e valorizzare gli scarti riutilizzando gli avanzi con ricette fresche e creative. Celebrare il gusto significa capire che il cibo è cultura e relazione: il vero piacere della tavola, sotto il sole dell’estate, comincia quando non lasciamo nulla di superfluo nel piatto e nulla di utile nella spazzatura.

L’intervento completo è disponibile sul mensile “PUB per noi giovani” n. 7/8,, su CD Mp3 con abbonamento annuo gratuito.

Per maggiori informazioni www.uici.it.

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Autore: Silvia Colombini

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