30 luglio, Giornata Mondiale dell’Amicizia: la riflessione di Marco Impagliazzo
In occasione della Giornata Mondiale dell’Amicizia, Marco Impagliazzo riflette sul valore della gratuità e delle relazioni umane come antidoto alla solitudine, all’individualismo e all’esclusione sociale.

In occasione della Giornata Mondiale dell’Amicizia, che si celebra il 30 luglio, il Presidente della Comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo, offre una profonda e toccante testimonianza sull’importanza della gratuità come cura per le ferite più profonde del nostro tempo. Nel suo intervento, Impagliazzo traccia un’analisi lucida della società contemporanea, spesso segnata dall’individualismo, dall’angoscia e dalla solitudine. Richiamando le parole di Madre Teresa di Calcutta, la quale ricordava che la peggiore malattia dell’Occidente è il non sentirsi amati, e il pensiero del filosofo Henri Bergson, il Presidente di Sant’Egidio sottolinea come a un mondo iper-sviluppato e dominato dalle sole leggi dell’economia manchi oggi un vero e proprio «supplemento d’anima».
Per Impagliazzo, la risposta a questa crisi non è un’idea astratta, ma risiede nella gratuità dell’amicizia: un’energia nuova capace di scardinare le logiche mercatiste e di contrastare quel deserto d’amore che rende le persone più fragili e diffidenti. «La cultura del gratuito reintroduce l’umano nel cuore della vita degli uomini e delle donne del nostro tempo. Ridona lo spazio alla percezione di un destino comune. Libera l’uomo di oggi dal sentimento di estraneità all’altro, di paura e di diffidenza, e mostra che la felicità non esiste senza generosità». Il Presidente richiama anche la realtà dell’uomo europeo, spesso bloccato dalla paura di perdere il proprio benessere e spaventato da chi soffre, sia esso lontano o vicino, anziano o disabile.
Citando la Populorum Progressio di Papa Paolo VI, Impagliazzo invita a promuovere un nuovo «umanesimo planetario». Vivere la gratuità e l’amicizia non è dunque un gesto sterile o un “vuoto a perdere”, ma un vero e proprio investimento per la società e un essenziale presidio di pace: la via maestra per superare l’isolamento, proteggere i più vulnerabili e ritrovare una felicità autentica.
La testimonianza integrale di Marco Impagliazzo è disponibile sul Corriere dei Ciechi n. 7/8, scaricabile dal sito www.uici.it.
Silvia Colombini ha pubblicato molti romanzi, tra gli altri “Hotel Paura” (Vallecchi Editore), da cui è stato tratto il film diretto con Sergio Castellitto, “Kinki una notte lunga quarant’anni” (Damiani Editore), “Alice in Bradpittland” (Transeuropa), “Miranda Machine a Piazza Dante” (DeriveApprodi) e “Tempo perso” (Eretica Edizioni)





